[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=rA6z8hZEjbM[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 19 settembre 2015. No elettrodotto: protestano a oltranza davanti alla prefettura di Chieti i cittadini del Coordinamento che contestano la realizzazione dell’elettrodotto di Terna. A Castel Frentano i lavori procedono con celerità anche di sabato e domenica, “le denunce dell’avvocato Bongiorno non ci spaventano”.
Non ha dato i risultati sperati l’incontro in Prefettura, a Chieti, del “Coordinamento NO elettrodotto Villanove-Gissi”, lasciando inalterate tutte le serie preoccupazioni dei manifestanti, che in un comunicato alla stampa, ne tracciano il resoconto. Intanto, prosegue con tempi celeri la realizzazione dei tralicci a Castel Frentano, nelle località fuori dal centro della cittadina alle porte di Lanciano, ma densamente abitate da agricoltori e allevatori: “qui gli operai di Terna – raccontano i manifestanti contrari all’elettrodotto – hanno lavorato anche nei giorni di sabato e domenica”, evidentemente per cercare di recuperare il tempo perso a causa dei rallentamenti provocati dalle proteste e dei rinvii delle immissioni in possesso dei terreni.
Castel Frentano e Lanciano, assieme a Paglieta, sono i soli tre comuni su 16, attraversati dall’elettrodotto ad altissima tensione, che non hanno sottoscritto l’intesa con Terna per il passaggio dell’infrastruttura e relativo ristoro ambientale, un bel gruzzolo che per i comuni in questione vale anche un milione di euro ciascuno.
Dopo i tafferugli dell’8 luglio scorso in località S.Onofrio, a Lanciano, “L’atteggiamento intimidatorio di Terna per scoraggiare la protesta si sta sviluppando su più fronti – si legge nella nota del Coordinamento No elettrodotto: oltre che nelle modalità di immissione in possesso dei terreni per le quali sono state presentate apposite querele – scrivono i contrari all’infrastruttura – anche attraverso la recente apparizione in Procura a Lanciano dell’avv. Giulia Bongiorno, per depositare alcune denunce e dettare pubblicamente – si legge testualmente – norme di comportamento che non spettano certo ai legali di parte ma semmai, come richiesto dal Coordinamento, proprio alle Autorità competenti che devono anche garantire il pacifico svolgimento delle operazioni e i diritti di tutti”.
La Bongiorno, al Tgmax, aveva dichiarato: “Basta ad una serie di condotte violente e reiterate, Terna riceve pressioni, intimidazioni, minacce”.
E mentre nuovi tralicci crescono, salgono i compensi per i proprietari con offerte a rialzo dalle mille euro di mesi fa a decine e decine di migliaia di euro, “è notizia di questi giorni – dicono i manifestanti – che i compensi promessi per gli espropri sono passati dalle ridicole cifre iniziali a somme molto ingenti”.
I prossimi espropri sono stati programmati per il 22 e 29 settembre prossimi, il Coordinamento No elettrodotto si è rivolto al Prefetto di Chieti chiedendo di “evitare che possano ripetersi prepotenze e aggressività come in precedenza”. Ma poiché “chiarimenti e garanzie non sono arrivati”, il Coordinamento ha deciso di mantenere un presidio permanente finchè non saranno presi impegni precisi: i manifestanti si alternano sotto i Portici della Prefettura di Chieti, dimostrando tutta la tenacia e la caparbietà di un movimento che si batte contro quello che viene vissuto come un sopruso e che non coinvolge solo i proprietari dei terreni, ma tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’Abruzzo e la salute dei Cittadini”.
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