Eseguite 35 misure cautelari in carcere.
Figurano anche le province abruzzesi di Pescara e L’Aquila nella maxi operazione antimafia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che ha visto l’impiego di oltre duecento carabinieri tra la Calabria e numerose province del territorio nazionale per l’esecuzione di trentacinque misure cautelari in carcere.
L’inchiesta, diretta dal procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli, ha permesso di smantellare un potente sodalizio criminale dedito al narcotraffico internazionale con base operativa principale tra Sinopoli e Sant’Eufemia,
ritenuto vicino alla pericolosa cosca Alvaro.
Le indagini si sono sviluppate in due fasi distinte: la prima, tra il 2020 e il 2021, basata sull’analisi di chat criptate della piattaforma “SKY ECC” relative a importazioni di cocaina dal Sudamerica al porto di Gioia Tauro; la seconda, condotta tra l’aprile del 2023 e il luglio del 2024, che ha confermato l’operatività della cellula criminale gestita dal figlio di uno dei capi detenuti, facendo ricorso a telefoni criptati e corrieri per rifornire le piazze di spaccio.
Complessivamente l’impianto accusatorio contesta quarantasette capi d’imputazione,
tra cui l’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo e dalla finalità mafiosa, la detenzione di armi e un tentato sequestro di persona a scopo estorsivo. L’operazione ha visto la partecipazione dei comandi provinciali dei Carabinieri di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L’Aquila, insieme allo squadrone eliportato carabinieri “Cacciatori” di Calabria.
TELEMAX | In onda dal 1977 | Canale 14 del digitale terrestre in Abruzzo e Molise

