Affluenza superiore alla media nazionale e regionale.
Si è chiusa la due giorni elettorale che ha visto i cittadini chiamati alle urne per il referendum sulla giustizia.
A Lanciano lo scrutinio delle schede ha restituito un quadro netto, in controtendenza rispetto a una
partecipazione che, a livello locale, ha mostrato una vitalità superiore alla media.
Su un totale di 27.781 elettori, si sono recati ai seggi 17.374 cittadini, portando l’affluenza definitiva al 62,54%.
Un dato rilevante se confrontato con il resto del Paese: Lanciano ha superato sia la media nazionale (58,93%) che quella regionale abruzzese (60,50%).
L’esito delle urne frentane ha premiato il fronte del NO, che ha raccolto 9.505 voti pari al 55,08% delle preferenze. Il SI si è fermato invece a 7.752 voti (44,92%), segnando un distacco di circa dieci punti percentuali.
Ecco il dettaglio dei voti validi e delle schede escluse:
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Voti validi: 17.257
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Schede bianche: 46
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Schede nulle: 71
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Schede contestate: 0
L’orientamento espresso dal corpo elettorale di Lanciano mostra una chiara prevalenza della linea conservativa rispetto ai quesiti proposti.
Nonostante la forbice tra i due schieramenti, resta il dato politico di una città che ha risposto con convinzione alla chiamata alle urne, segnando uno scarto di quasi quattro punti percentuali sopra la partecipazione nazionale.
L’elettorato di centrodestra, che cinque anni fa scelse la proposta di Filippo Paolini, non ha seguito le indicazioni di voto dei partiti di maggioranza, da Fratelli d’Italia alla Lega e Forza Italia che governano la città.
Si fa strada l’ipotesi di un voto trasversale che ha bocciato i quesiti referendari.

