Verso il sistema misto.
Il Consiglio comunale di Chieti ha approvato, con i voti della sola maggioranza, l’atto di indirizzo per la gestione integrata dei rifiuti urbani
e l’acquisizione delle quote societarie della pubblica Eco.Lan S.p.A.
Una decisione strategica con cui l’amministrazione comunale giudata dal sindaco Giovanni Legnini definisce il nuovo assetto del servizio di igiene urbana in città.
A spiegare le ragioni dell’atto è stato il sindaco Legnini durante l’assise civica, sottolineando
come l’obiettivo prioritario fosse individuare il modello più efficace ed efficiente.
Il primo cittadino ha chiarito che, a seguito di un’interlocuzione con EcoLan per verificare un rafforzamento del controllo pubblico del Comune, la risposta ricevuta non ha consentito di proseguire lungo la strada originariamente auspicata. Da qui la scelta dell’amministrazione di assumersi la responsabilità di individuare il percorso più idoneo per tutelare la comunità, senza tuttavia precludere scenari e soluzioni future nell’ambito dei tavoli regionali e provinciali.
Il nuovo piano si fonda su un modello misto.
Da un lato vi è l’affidamento in house a EcoLan per l’impiantistica, lo smaltimento e il completamento della chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso un soggetto pubblico solido. Dall’altro, si farà ricorso al mercato tramite gara pubblica per i servizi di spazzamento, raccolta e igiene urbana.
Un passaggio fondamentale, questo, rimarcato anche dall’assessore ai Rifiuti Fabio Stella, il quale ha evidenziato come l’obiettivo primario rimanga la reale economicità della gestione e il risparmio per i cittadini. Negli atti è stata infatti inserita una clausola che fissa il costo calcolato sul progetto come limite massimo di spesa, che la gara d’appalto potrà unicamente ribassare a vantaggio della collettività.
I costi del nuovo servizio
Nel 2025 il servizio cittadino è costato circa 12,91 milioni di euro. A fronte di ciò, una precedente proposta di affidamento in house integrale a Eco.Lan era stata stimata intorno ai 9,862 milioni di euro all’anno, garantendo un risparmio teorico di circa 3 milioni di euro rispetto al 2025.
Con la nuova impostazione approvata dal Consiglio, l’amministrazione punta a ottimizzare queste cifre, fissando un limite massimo di spesa e aprendo la raccolta e lo spazzamento alla concorrenza del mercato, garantendosi una posizione da protagonista nelle future scelte di governance territoriale del settore.
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