
La sentenza di assoluzione emessa dal tribunale di Lanciano, che ha visto il giudice Marino anche nelle vesti di estensore delle motivazioni, a giudizio di Di Stefano e dei suoi legali Massimo Cirulli e Peppino Polidori, “non potrà che condizionare il dottor Marino nel processo pescarese, alla luce della valutazione circa il rinnovo del Cda del Consorzio”, che rientra nei fatti contestati a Di Stefano.
Nella scorsa udienza i pm Gennaro Varone e Anna Rita Mantini avevano chiesto cinque anni di reclusione a testa per l’ex assessore regionale Lanfranco Venturoni e per l’imprenditore Rodolfo Di Zio, un anno e sei mesi per il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, assoluzione per non aver commesso il fatto per l’imprenditore Ferdinando Ettore Di Zio, assoluzione perché il fatto non costituisce reato per l’ex amministratore delegato della società Team Teramo Ambiente, Vittorio Cardarella, e una multa di 100 mila euro per la società Deco del gruppo Di Zio. Le accuse, a vario titolo, sono corruzione, istigazione alla corruzione, abuso d’ufficio, peculato, turbativa d’asta e millantato credito.
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