[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=80bMjnC4geU[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 15 febbraio 2016 – Pur in possesso di autorizzazione, che consentiva di bruciare combustibili, “bruciava rifiuti di cui non veniva attestata la conformità” oltre a “rifiuti rappresentati da materiali diversi rispetto a quelli previsti progettualmente”: tutte le parti in aula, al tribunale di Lanciano, per l’avvio del dibattimento che vede i titolari della centrale a biomasse e sansificio di Treglio, Antonio ed Enrico Vecere, accusati di inquinamento atmosferico per l’emissione di monossido di carbonio in misura tre volte superiore al consentito e altre irregolarità in materia ambientale. A sostenere l’accusa, il procuratore capo Francesco Menditto; le parti civili ammese dal giudice Andrea Belli sono l’associazione Nuovo Senso Civico, il Comune di Treglio e oltre 40 cittadini in gran parte presenti all’udienza che ha visto sfilare i periti di parte. Tutto è iniziato da queste fotografie, racconta al Tgmax l’ingegnere Tommaso Giambuzzi, perito di Nuovo Senso Civico, con cui i cittadini chiedevano chiarimenti in merito ai fumi emessi in atmosfera.
Per Nuovo Senso Civico è intervenuto il presidente Alessandro Lanci. I legali di Vecere non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, no comment da parte dell’avvocato Giuliano Milia. Nessun commento neanche da parte di Menditto, “per rispetto degli indagati” ha detto il procuratore capo che, a gennaio 2015, sequestrò i due impianti a seguito degli esposti presentati da cittadini e Nuovo Senso Civico. Prossima udienza ad aprile.
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