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Sevel lascia a casa 47 interinali, in arrivo lavoratori trasfertisti da Cassino

Febbraio 27
21:19 2021

Denuncia delle Rsa



Atessa (Chieti): operai in coda all’ingresso in Sevel per il termo-scanner.

La Sevel di Atessa (Chieti) ha annunciato oggi ai rappresentanti della Rsa che non saranno prorogati i contratti di 47 lavoratori somministrati, in scadenza domani 28 febbraio, i quali verranno sostituti con trasfertisti provenienti dallo stabilimento di Cassino, e che sono in cassa integrazione.

La reazione dei sindacati

“Lasciare a casa una cinquantina di giovani per sostituirli con dei trasfertisti, oltre a rappresentare un costo superiore, è la prima volta che accade in Sevel – dice Nicola Manzi della Uilm Abruzzo -. Comprendiamo la solidarietà verso gli altri stabilimenti della galassia Stellantis che sono in cassa integrazione, ma questa è una notizia negativa per i tanti sacrifici dei lavoratori Sevel e per tutto l’Abruzzo. Con questa pandemia, considerando che siamo in zona rossa, dovrebbe essere maggiormente favorita l’occupazione locale. Chiediamo a Sevel di dare a questi giovani la possibilità di rientrare in azienda in tempi brevi, anche per fronteggiare le crescenti richieste del Ducato sul mercato europeo”.

La Rsa della Fim Cisl in una nota descrive la “decisione incomprensibile e assurda”. Il segretario Domenico Bologna rimarca “si va in controtendenza dopo anni di record e crescita produttiva, dopo aver implementato la turnistica, portando lo stabilimento a girare su 17 turni e in una fase dove l’azienda ha la volontà di incrementare nuovamente la produzione per il 2021, anziché pensare a un percorso di stabilizzazione per i tanti ragazzi dello staff leasing presenti. Si decide in maniera unilaterale di lasciarli a casa e senza reddito”. La Rsa Fim esprime piena contrarietà per la scelta aziendale, “non è accettabile che si prendano decisioni senza un confronto serio e di prospettiva col sindacato”.

Cassa integrazione nel settore pulizie

Il sindacato Usb contesta la decisione di Atlas e Iscot, società di pulizia all’interno della Sevel, che ha deciso di mandare 29 lavoratori in somministrazione in cassa integrazione dal primo marzo per riorganizzare le attività. “Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori delle due aziende coinvolte che resteranno a casa – dice la Usb – e siamo pronti a sostenerli col nostro contributo, anche con forme di lotte democratiche che speriamo saranno intraprese”.

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