La revoca dello stop UE ai motori diesel e benzina per il 2035 riaccende la fiducia nel futuro del polo automotive.
Una boccata d’ossigeno che arriva proprio mentre il 2025 volge al termine, ridisegnando il futuro prossimo della Val di Sangro.
Lo stabilimento Stellantis Atessa si prepara a cambiare passo: la direzione aziendale ha annunciato una decisa risalita produttiva che, a partire da febbraio, porterà la fabbrica a sfornare 820 furgoni al giorno, rispetto ai 640 attuali.
Un’accelerazione che ha riflessi immediati sull’organizzazione del lavoro.
Il nuovo piano prevede infatti il parziale ripristino del terzo turno, richiamando in linea circa 800 operai.
Contestualmente, la direzione ha confermato la proroga dei contratti di solidarietà fino al 31 luglio 2026, ma con una nota positiva: la percentuale dei lavoratori coinvolti scenderà sensibilmente, passando dal 41% al 35%.
Con i volumi a quota 820 Ducato, solo 300 persone su un organico di 4.350 resteranno interessate dall’ammortizzatore sociale.
«Questo eccellente segnale di speranza – commenta il coordinatore Uilm Abruzzo, Nicola Manzi – ci viene proprio a poche ore dall’annuncio della Commissione europea che il tanto temuto stop alla vendita di auto con motore a benzina e diesel dal 2035 è finalmente scongiurato».
Per Manzi, la notizia restituisce fiducia a un settore vitale:
«Il motore diesel che ha fatto la fortuna di questo stabilimento può ancora trainare il mercato europeo. Per Atessa il 2026 sarà all’insegna della ripresa produttiva e della tenuta occupazionale».
La sfida ora si sposta sul piano politico e strategico.
Con oltre 15.000 addetti complessivi tra fabbrica e indotto, l’economia delle famiglie abruzzesi resta legata a doppio filo al destino del Ducato.
«Adesso – conclude il sindacalista – da Stellantis al governo nazionale e regionale, tutti dobbiamo fare la nostra parte per assicurare un futuro allo stabilimento».

