L’Aquila, 4 luglio 2015 – Luciano D’Amico, rettore dell’Università di Teramo, già alla guida di Arpa, è il presidente di Tua, la nuova società regionale di trasporto pubblico costituita dalla fusione della stessa Arpa, Gtm e Sangritana avvenuta non senza polemiche nei mesi scorsi. L’assemblea degli azionisti controllata dalla Regione Abruzzo, oltre a D’Amico che rinuncia all’indennità, ha eletto oggi anche gli altri tre componenti del primo Cda: la novità in tal senso è rappresentata dall’attuale consigliere di amministrazione (in scadenza) della Rai ed ex parlamentare dell’Udc, Rodolfo De Laurentiis, per il quale si tratta di un ritorno essendo stato già presidente per sette anni di Arpa Spa. Gli altri sono l’ingegner Gianni Di Vito, classe 1954, di Lanciano, ed Evelina D’Avolio, anche lei ingegnere, specializzata nella materia dei trasporti, 28 anni di Collarmele (L’Aquila). Per la nomina del quinto consigliere il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, che ha presieduto l’assemblea insieme al sottosegretario alla presidenza, Camillo D’Alessandro, in prima linea nel percorso di fusione, si è preso “un supplemento di riflessione”. L’Assemblea ha approvato anche il bilancio consolidato di Arpa, che chiude con un reddito operativo di segno positivo: dopo cinque anni di gestione industriale negativa, il 2014 presenta un attivo di 819,218 euro. Resta la perdita di Bilancio complessiva di 12 milioni e mezzo. D’Amico ha sottolineato che il bilancio 2014 è stato redatto con “criteri particolarmente prudenziali” per non trasferire nella gestione della nuova società le criticità gestionali precedenti come i crediti inesigibili, sono state svalutate anche le partecipazioni azionarie nelle società controllate da Arpa quali Cerella e Sistema. “Nel segno del rigore e dell’abbattimento dei costi della politica” D’Alfonso, il quale ha spiegato che le indennità saranno rapportate ai risultati conseguiti, ha annunciato che le stesse saranno abbattute del 10% rispetto agli importi percepiti dagli ex consiglieri di Arpa e che D’Amico ha riconfermato che rinuncerà ai 60 mila euro della sua indennità.
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