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Riapre la Ciaf? Il sindaco di Atessa: no a impianti di rifiuti pericolosi

aprile 04
13:18 2018



Giulio Borrelli, sindaco di Atessa (Chieti).

La società Ecoeridania di Arenzano (Genova) che in Val di Sangro ha da poco acquisito Maio.Com, ramo d’azienda del gruppo Maio che smaltisce rifiuti provenienti da strutture sanitarie, ha manifestato l’intenzione di riattivare l’impianto Ciaf per lo smaltimento e trattamento rifiuti speciali e industriali. L’impianto, di Ciaf Ambiente, situato in località Piazzano di Atessa (Chieti), è fermo da tempo, con le autorizzazioni sospese. Nel 2006 fu teatro di un’inchiesta giudiziaria (Operazione Mare chiaro) per traffico illecito di rifiuti, coordinata dalla procura di Lanciano, con 16 arresti e 78 denunce a vario titolo. All’epoca dei fatti la Ciaf Ambente S.r.l. era del gruppo Marrollo.

Il sindaco di Atessa, allarmato, è intervenuto presso la Regione Abruzzo al fine di bloccare il progetto e ha chiesto la convocazione d’urgenza del “Comitato sindaci Sangro-Aventino-Frentania” per la tutela dell’ambiente.  “Nei giorni scorsi –  si fa presente in una nota inviata alla Regione, Dipartimento politiche ambientali, a firma del sindaco Giulio Borrelli – sono venuti in Comune ad Atessa i rappresentanti della ex Maio manifestando l’intenzione di riattivare l’impianto della Ciaf Ambiente Srl. Da quanto ci risulta, detta autorizzazione è sospesa dal 2014, in attesa di conoscere i risultati della procedura di concordato preventivo, pendente presso il tribunale di Lanciano. La rimessa in funzione dell’impianto, autorizzato anche allo smaltimento di fanghi industriali di sostanze chimiche – spiega Borrelli – ha destato preoccupazione nella nostra comunità, non solo per le vicende pregresse dell’impianto, ma soprattutto perché negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione socio- economico dell’area, che ha portato a sviluppare una serie di attività produttive (industriali e commerciali) incompatibili con impianti di smaltimento di rifiuti pericolosi. Faccio presente – sottolinea il primo cittadino di Atessa – che la zona è fortemente antropizzata e che l’inquinamento dell’aria (da quanto risulta dai rilevamenti Arta) è, da anni, al limite dei livelli di tollerabilità, per la quantità di polveri sottili immessi in atmosfera. Per quanto ci riguarda – dice ancora il sindaco – abbiamo già avviato la procedura di revisione del vecchio Piano regolatore generale, che dovrà prevedere, tra l’altro, l’incompatibilità di questo tipo di impianti con la vocazione attuale del territorio”.

La progettata riattivazione dell’impianto “incontra – evidenzia Borrelli – la decisa opposizione del territorio per le ragioni sopra esposte e per il fatto che esso va ad aggiungersi a una procedura Via per la realizzazione di un altro impianto, in contrada Saletti di Atessa, a  pochi chilometri da Ciaf e vicino alle case, per il trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo tramite sterilizzazione, con adiacente deposito di rifiuti pericolosi e non, richiesta dalla ditta Di Nizio Eugenio Srl di Mafalda (Cb)”.

Sulla vicenda dei due impianti pericolosi in Val di Sangro, il “comitato dei sindaci per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente”, costituito nei mesi scorsi, si riunirà il 18 aprile, alle 18.30, in municipio ad Atessa.