Emergenza in alta quota sul massiccio abruzzese.
Giornata di intenso e complesso lavoro per il Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo, chiamato oggi a gestire
due delicati interventi di soccorso in contemporanea sul massiccio del Gran Sasso.
Le operazioni, scattate il 16 luglio 2026, sono state orchestrate con estrema precisione dal Tecnico di Centrale Operativa, che ha coordinato simultaneamente le risorse impegnate in quota.
Il primo allarme è giunto dal Corno Piccolo: lungo la via di arrampicata “Due generazioni” alla Seconda Spalla, un alpinista cinquantaseienne di Terni ha riportato un serio trauma alla spalla durante il terzo tiro. L’elisoccorso, decollato dall’Aquila, ha raggiunto rapidamente la verticale della parete, permettendo al Tecnico di Elisoccorso di effettuare un complesso recupero al verricello di oltre 70 metri per mettere in sicurezza il ferito.
Contestualmente, un secondo soccorso ha richiesto l’attivazione dell’elisoccorso di Pescara sulla Via dei Laghetti, al Monte Prena. Qui, un alpinista romano di 62 anni, in seguito a una caduta, ha subito un infortunio a un arto superiore che gli impediva di proseguire. Nonostante le forti raffiche di vento che hanno reso le manovre di volo particolarmente insidiose, il personale ha completato il recupero con successo, trasportando entrambi gli infortunati all’ospedale dell’Aquila.
Un plauso va alla professionalità dei soccorritori, pronti a intervenire in scenari impervi
per garantire la sicurezza degli appassionati di montagna.
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