Parleranno genitori e fratelli dell’imputato.
Nuova udienza oggi a Perugia nel processo
per istigazione e/o aiuto al suicidio di Andrea Prospero, lo studente 19enne di Lanciano trovato senza vita nel gennaio 2025. Sul banco degli imputati, davanti alla Corte di Assise, il romano Emiliano Volpe, 19l anni.
Nell’udienza odierna sfilano i testimoni ammessi dalla difesa di Volpe. In aula sono attesi i consulenti tecnici che hanno condotto le valutazioni medico-legali, psichiatric80he e tossicologiche sull’imputato, oltre ai genitori e ai fratelli del ragazzo, chiamati a riferire sul suo stato psicofisico nei giorni precedenti i fatti.
Tra i testi figurano inoltre persone che hanno avuto contatti diretti con Volpe e con lo stesso Andrea Prospero, comprese alcune utenze coinvolte nelle conversazioni Telegram al centro dell’inchiesta.
Ad affiancare la famiglia Prospero come consulente tecnico di parte sarà invece la nota criminologa Roberta Bruzzone, la cui audizione è stata richiesta con un’integrazione depositata dalla difesa dello stesso Volpe. Un dettaglio che testimonia quanto il confronto in aula resti serrato, mentre la famiglia continua a chiedere giustizia e piena verità sulla morte del figlio. Il processo è ormai alle battute finali:
la sentenza è attesa per ottobre.
Andrea Prospero, matricola di Informatica all’Università di Perugia, era scomparso dallo studentato in cui viveva alla fine di gennaio 2025. Il suo corpo fu ritrovato dopo sei giorni di ricerche in un b&b del centro storico, a circa 200 metri dalla struttura universitaria.
Restano ancora senza risposta alcune domande chiave:
come il ragazzo fosse arrivato in quel b&b e dove avesse reperito il denaro per pagare l’affitto.
Al centro dell’accusa contro Volpe ci sono le conversazioni avvenute su Telegram, nelle quali Andrea chiedeva indicazioni su come togliersi la vita assumendo benzodiazepine e ossicodone.
Secondo l’accusa, Volpe non solo lo avrebbe incoraggiato a farla finita, ma dopo che il giovane aveva assunto il mix letale di farmaci – acquistati online da un’altra persona indicata dallo stesso Volpe – non avrebbe allertato i soccorsi, scrivendo invece in chat e invitando altri utenti ad assistere all’agonia di Andrea.
Un altro elemento emerso dalle indagini riguarda il ritrovamento, accanto al corpo del ragazzo, di numerose sim card, che gli inquirenti sospettano potessero essere utilizzate per attività di frode online e altri reati informatici.
La famiglia Prospero continua a seguire ogni fase del procedimento, nella speranza che il processo faccia chiarezza definitiva sulla vicenda che ha sconvolto Lanciano e l’intera comunità universitaria perugina.

