La denuncia.
Il carcere senza telefono, o quasi.
A Lanciano, nella Casa Circondariale, dal 21 ottobre 2026 è rimasta in funzione una sola linea telefonica, per di più in modo discontinuo.
Da oltre sette giorni l’istituto vive così in un isolamento forzato, che le organizzazioni sindacali SAPPE e UILFP PP Abruzzo descrivono come fonte di fortissimo disagio per il personale di Polizia Penitenziaria.
Le conseguenze ricadono anche sui 270 detenuti ristretti nella struttura, che non riescono a effettuare i colloqui telefonici con i familiari. La popolazione detenuta, riferiscono i sindacati, si è mostrata finora ampiamente collaborativa
e al momento non si segnalano episodi di grave insofferenza.
A farne le spese è anche chi lavora all’interno. «Per un banale guasto – sottolinea il segretario generale regionale UILFP PP, Ruggero Di Giovanni – la Polizia Penitenziaria è stata costretta a raddoppiare il ricorso allo straordinario a causa dello stato di preallerta nel quale ci troviamo ormai da più di sette giorni». Per il sindacalista è «semplicemente inaccettabile» aggiungere altri problemi a un organico già scarso, costretto a turni massacranti e con sempre meno tempo da trascorrere a casa.
Da qui la richiesta alle istituzioni: SAPPE e UILFP PP sollecitano l’intervento immediato del Prefetto di Chieti, Silvana D’Agostino, e del Provveditore regionale, Giacinto Siciliano, perché il guasto venga riparato senza ulteriori ritardi.
L’obiettivo, spiegano, è riportare la situazione alla normalità e garantire i diritti dei poliziotti penitenziari in servizio a Lanciano e, di conseguenza, quelli dei detenuti.
La nota è firmata da Piero Di Campli (SAPPE) e Ruggero Di Giovanni (UILFP PP Abruzzo).


