Caso Prospero, l’indagine si allarga, la pista delle SIM e truffe online.
L’indagine sulla morte di Andrea Prospero, 19 anni, studente universitario di Lanciano trovato senza vita in una casa vacanze a Perugia lo scorso 29 gennaio, si allarga su nuovi fronti.
Se il fascicolo sul suicidio si avvia verso il patteggiamento per Emanuele Volpe,
il 18enne romano accusato di istigazione, un’inchiesta parallela apre nuovi scenari.
La notizia viene riportata dal TG3 Umbria.
Le carte dell’indagine, che ricostruiscono le presunte truffe informatiche, partiranno presto da Perugia per raggiungere le procure di mezza Italia.
La pista, che inizia da 46 SIM card trovate accanto al corpo di Prospero, porta a Bolzano, Paola, Novara, Biella, Taranto, Modena, Latina, Teramo e Savona.
Gli agenti della Polizia Postale e della Squadra Mobile di Perugia hanno ricostruito che le schede telefoniche, intestate a prestanomi o a persone inesistenti, erano state acquistate in soli cinque giorni, tra giugno 2023 e giugno 2024,
in due punti vendita, uno a Chieti Scalo e l’altro a Milano.
Seguendo le tracce sul web di quelle SIM, la polizia ha incrociato nove denunce presentate nel 2024 per truffe online.
Il modus operandi era sempre lo stesso: falsi annunci per la vendita di materiale tecnologico e orologi.
Il bottino, diverse migliaia di euro, sarebbe transitato anche sui conti in bitcoin e sulle carte di credito che Prospero gestiva, intestati a prestanome.
Su uno di questi conti sarebbero passati anche i mille euro usati per affittare l’appartamento, a Perugia, dove il giovane lancianese si è tolto la vita.
Resta aperto anche il fascicolo sullo spaccio di farmaci,
il nome di Volpe sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati, oltre a quello del 18enne di Afragola già sotto inchiesta.

