Servizio Tgmax 9 febbraio 2017 – Aspettavano con ansia il decreto sull’emergenza maltempo ma sono rimasti con un palmo di naso. A Lanciano i sindaci di dieci Comuni – Borrello, Casalanguida, Gamberale, Montazzoli, Orsogna, Paglieta, Perano, Roio del Sangro, San Salvo e Villalfonsina – disertano gli incontri convocati dal prefetto di Chieti su nuovi arrivi di migranti in provincia. “Non possono pagare i nostri territori – dicono i primi cittadini in conferenza stampa a Lanciano – per gli errori e le incapacità manifestate dal governo italiano a gestire la questione migranti, ragione per la quale siamo diventati lo zimbello d’Europa. Per noi adesso – dicono i sindaci – la priorità non è l’accoglienza dei migranti ma è aiutare i nostri imprenditori, agricoltori e cittadini a superare i danni causati dal maltempo”. Che a Luca Conti, divenuto a 23 anni primo cittadino a Casalanguida, è costato anche un malore mentre spalava la neve.
Per Tiziana Magnacca, sindaco a San Salvo, dove c’è un’importante area industriale con insediamenti di multinazionali, tutto il territorio rischia di perdere credibilità di fronte ad un’emergenza blackout impensabile.
E poi c’è il ricatto: se un sindaco aderisce al centro accoglienza, il ministero dell’interno sblocca i fondi per una nuova assunzione. Un mercimonio travestito di finta solidarietà. I sindaci si dicono disposti anche ad abbandonare l’Anci, l’associazione nazionale che li rappresenta, in segno di protesta. Gianni Bellisario, sindaco di Perano, è socio dell’Anpci, associazione dei piccoli comuni d’Italia.
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