Emigrazione, l’Abruzzo e il posto dell’anima.
Storie di emigrazione, di abruzzesi all’estero, di sentimenti recisi che però non hanno mai smesso di alimentarsi, seppur a distanza e in uno strappo doloroso.
Soprattutto l’estate è propizia per riannodare i fili degli affetti familiari, con tanti abruzzesi all’estero che tornano nelle terre di origine.
Dal Belgio alla Francia, dall’Argentina al Canada, perfino dall’Australia ogni occasione è buona per nuovi abbracci, soprattutto in occasione di matrimoni battesimi, speciali anniversari.
La storia che il Tgmax racconta oggi è quella della famiglia Caravaggio, in contrada Piane Favaro, tra Rocca San Giovanni e Fossacesia.
Vicenda che da intima diventa universale, come tante altre famiglie che si riuniscono addirittura dopo decenni.
Oggi lo smartphone aiuta, le video chiamate colmano le distanze, ma l’abbraccio, quello vero, resta emozione fortissima.
Per le nozze d’oro di Roberto e Silvana, l’unica sorella della sposa è tornata dopo 40 anni nella terra che aveva lasciato appena diciottenne nel 1987.
Un solo rientro, poi anni di distanza e nostalgia.
Profumi, dialetti, affetti, balli, sapori nuovamente riscoperti con figli e nipoti in un ricongiungimento totale.
Nuove generazioni d’oltreoceano, che non parlano italiano, hanno scoperto la terra raccontata da sempre, ed è straordinario come ci si senta davvero a casa tra mille feste, libagioni, un fenomeno che è stato emorragia degli abruzzesi negli anni ‘50 e ‘60 soprattutto, di cui si avverte ancora l’eco dolorosa, finalmente accompagnata dalle musiche della festa di rinnovati abbracci.
