Il console australiano a Vasto, per incontrare Catherine Birmingham e i tre figli nella casa protetta dove si trovano dal 20 novembre scorso.
Si è concluso in tarda mattinata l’incontro tra i rappresentanti dell’ambasciata australiana in Italia e le figure coinvolte nella vicenda della “famiglia nel bosco” di Palmoli.
Il console e altri funzionari hanno lasciato la casa famiglia di Vasto dove, dallo scorso 20 novembre, sono ospitati i tre bambini, la più grande di 8 anni e i gemellini di 6, figli della coppia anglo-australiana Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.
All’uscita dalla struttura protetta, i diplomatici non si sono fermati a parlare con i giornalisti presenti.
Stesso riserbo è stato mantenuto dalla tutrice Maria Luisa Palladino e dalla curatrice speciale Marika Bolognese, nominate dal tribunale per i Minorenni dell’Aquila, che hanno lasciato la casa famiglia poco dopo senza rilasciare commenti.
All’arrivo, prima dell’incontro, tuttavia la tutrice Palladino aveva spiegato ai cronisti le ragioni del parere negativo alla richiesta di revoca del provvedimento di allontanamento.
“Siamo tutti sereni”, ha detto,
precisando che “si sta valutando la scuola, primariamente è quella la ragione per cui si sta tentando di prorogare questo termine, ma di poco;
solo per ragionare con i genitori sull’obbligo scolastico che il nostro ordinamento prevede”.
Al vertice hanno partecipato anche la garante regionale per i diritti dell’infanzia Alessandra De Febis e uno degli avvocati della difesa, Danila Solinas.
La madre Catherine si trova nello stesso edificio dei figli, ma può vederli soltanto durante i pasti.
Lo scorso 4 dicembre il tribunale per i minorenni dell’Aquila, presieduto da Cecilia Angrisano, si è riservato la decisione sulla richiesta di revoca dell’ordinanza di allontanamento presentata dai legali della coppia.
Tutrice e curatrice speciale avevano ritenuto ancora troppo breve il periodo di osservazione per stabilire se le criticità siano state superate.
Al Tgmax le dichiarazioni dell’avvocatessa di famiglia, Solinas:
“Stiamo lavorando per il ricongiungimento, ci sono numerosi elementi nuovi”.
Guarda l’intervista nel video, per saperne di più.
Le dichiarazioni dell’avvocato Solinas
“Catherine e Nathan stanno dimostrando la più totale collaborazione, mi interessa che passi questo messaggio”, lo ha dichiarato l’avvocata Solinas all’uscita dall’incontro avuto nella casa famiglia di Vasto con i rappresentanti inviati dall’Ambasciata d’Australia a Roma.
Ai giornalisti che le chiedevano quali tempi ci si debba aspettare per un ricongiungimento della ‘famiglia nel bosco’ – che lei rappresenta insieme al collega Marco Femminella del foro di Chieti – ha risposto: “Le tempistiche non dipendono da me, ma dal Tribunale. Naturalmente spero che il Tribunale accolga con favore tutti gli elementi nuovi emersi a seguito dell’ordinanza,
mi riferisco naturalmente alla casa, ai vaccini, alla collaborazione più ampia. Tutti gli elementi vanno attenzionati”.
“I figli sono dei genitori, non sono dello Stato” ha detto ancora Solinas ribadendo poi “mi auguro ci sia il ricongiungimento quanto prima”.
Sempre incalzata dai cronisti, l’avvocata ha dichiarato: “Il console è venuto perché il console si accerta delle condizioni dei suoi cittadini all’estero”, aggiungendo che non vi sono novità in relazione ai passaporti per i bambini più piccoli.
“Non ci sono piani B, piani C. Il ritorno della famiglia in Australia non è oggetto di attenzione. Spero di poter dire che il ricongiungimento è prossimo, anche perché tutti i passaggi fatti mostrano la volontà di collaborare, di ovviare a quelle che potevano essere le criticità mostrate, cose che credo valuterà anche il Tribunale, con grande equilibrio, perché il diritto minorile è un diritto di equilibrio”.
Ricordando che l’home schooling è prevista dalla legge italiana, “non la inventiamo noi”, rispondendo ai giornalisti Solinas ha aggiunto: “Io non devo avere fiducia nel Tribunale, non mi aspetto che il tribunale elargisca favori, mi aspetto che vengano applicate le norme, e che lo si faccia con grande equilibrio, in ragione dei numerosi elementi nuovi emersi in questo periodo, e del fatto che è emersa con grande chiarezza la difficoltà che la coppia aveva di comprendere la lingua italiana”.
