La decisione dei giudici giunta in 48 ore.
Non cambia la situazione giuridica e familiare per i protagonisti della vicenda nota come la “famiglia nel bosco”.
La Corte d’Appello dell’Aquila ha infatti rigettato il reclamo presentato dai legali della coppia contro il provvedimento del Tribunale per i Minorenni,
che lo scorso novembre aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale per Nathan e Catherine.
Secondo quanto stabilito dai giudici, i tre figli minori della coppia dovranno rimanere nel collocamento protetto presso una casa famiglia a Vasto, dove erano stati trasferiti il 20 novembre scorso lasciando il casolare tra i boschi di Palmoli.
Nella struttura risiede attualmente anche la madre, alla quale è concesso di trascorrere con i bambini soltanto alcuni momenti della giornata, seguendo le prescrizioni dell’autorità giudiziaria.
La decisione della Corte d’Appello conferma in toto l’impianto dell’ordinanza precedente, ritenendo necessari i provvedimenti adottati per la tutela dei minori.
Salvini: vergogna
La scelta ha scatenato forti reazioni politiche a livello nazionale.
Il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, commenta duramente la notizia sui social:
“Per questi giudici una sola parola: vergogna. I bambini non sono proprietà dello Stato, devono poter vivere e crescere con l’amore di mamma e papà”.
Al momento, dunque, resta valida la linea del Tribunale per i Minorenni: i bambini non torneranno alla vita nei boschi, restando sotto la vigilanza e la cura della struttura protetta in attesa di ulteriori sviluppi sul percorso di recupero delle capacità genitoriali della coppia.

