Un gioiello di luce in cristallo di Boemia accoglie il pubblico nel teatro “Fedele Fenaroli”.
La novità più scenografica dei lavori, tra efficientamento energetico e manutenzione straordinaria, è indubbiamente il maestoso lampadario di 260 centimetri di diametro, alto 210, pendente da un rosone in stucchi dorati di nuova fattura.
“La luce è riflessa da centosessanta metri di filo di piccole sfere di cristallo di Boemia, ognuna di circa 15 millimetri di diametro e con 32 sfaccettature”,
racconta al Tgmax lo scenografo lancianese Filippo Iezzi, autore del disegno e artigiano dell’opera, approvata dalla Soprintendenza delle Province di Chieti e Pescara.
Il manufatto, con struttura portante in ferro ottonato, è completato da 15 sfere bianche a tecnologia LED, coordinate con i corpi illuminanti che scandiscono i quattro ordini di palchi.
“La loro base – spiega al Tgmax Federico Giannini, storico dell’arte e funzionario della Soprintendenza di Chieti Pescara – è stata mantenuta, recuperandola”.
Costruito nell’Ottocento, il teatro Fenaroli nacque come
“risposta lancianese al Teatro Marrucino di Chieti e al Teatro San Ferdinando (poi Rossetti) di Vasto”,
spiega ancora Giannini.
“La struttura – prosegue – progettata dallo stesso architetto del teatro Rossetti, fu rimodernata ad ogni mutamento storico (Unità d’Italia, periodo fascista, periodo repubblicano) fino ai primi anni Novanta, con il rifacimento del tetto e l’ampliamento del proscenio”.
“Il Fenaroli ha seguito la storia di questa città, ne fa parte integrante e ne è simbolo identitario”.
