[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=3k4EtD6KKik[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 13 febbraio 2013. Elezioni: tappa abruzzese per Giorgia Meloni, leader del nuovo movimento di centrodestra Fratelli d’Italia, alleato di Berlusconi. A Pescara con i candidati Paolo Gatti, capolista alla Camera, e Antonio Tavani, capolista al Senato.
“Diceva Giovanna d’Arco: bisogna dare battaglia perché Dio conceda vittoria”. E’ il motto di Giorgia Meloni, che di terzo nome fa Giovanna, per la campagna elettorale con Fratelli d’Italia, il movimento creato pochi mesi fa assieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa, dissidenti del Pdl. A Pescara, la leader della lista in coalizione con il centrodestra di Berlusconi, ha strappato applausi e consensi alla platea, accorsa per condividerne programma e idee. Come la detassazione dell’Imu e la non pignorabilità della prima casa, poi condivise anche dal Pdl.
Sul palco con i capolista abruzzesi Gatti alla Camera e Tavani al Senato, la Meloni non risparmia critiche a nessuno: l’ex ministro alle politiche giovanili ha ammesso di essersi sentita in imbarazzo quando un altro ex ministro del suo ex partito dichiarava di possedere una casa senza sapere chi gliel’avesse pagata; e poi, quando nel Pdl c’erano eletti condananti per mafia rimessi in lista; e ancora, quando il capogruppo regionale nel Lazio, Franco Fiorito, “si è – parole testuali – fregato centinaia di migliaia di euro e il partito gli ha consentito di autosospendersi invece di cacciarlo a calci”.
La Meloni ne ha anche per gli avversari: a cominciare da Mario Monti, che per “un anno ha tirato palate di letame alla politica”, professore “prestato” all’incarico di premier “per metter a posto l’Italia con la sua bacchetta magica”, ma che poi si è comportato come il peggiore dei politicanti, candidandosi senza avere “la dignità di dimettersi da senatore a vita per misurarsi” direttamente con le urne. E, infine, un accenno a quelle che la Meloni chiama le “manfrine” del centrosinistra: un giorno Bersani insulta Monti per tenersi buono Ingroia; un altro, invece, “alliscia” il professore per paura di non avere i numeri per governare dopo il 25 febbraio.
“Se fossimo una nazione seria – ha detto tra l’altro Meloni nel corso del suo intervento – mangeremmo solo con la cultura e col turismo. E con le nostre specificità, di cui i ogni singolo comune è pieno”. E, infine, l’appello al voto: “non è vero che non può cambiare niente, il voto può cambiare tantissimo. Qual è in Italia lo spazio per un movimento politico, che nasce dal basso, fatto di gente normale, che non ha milioni da spendere in campagna elettorale, che non ha poteri forti alle spalle, che non occupa poltrone nel Cda della Rai, che non ha quotidiani né tv: c’è lo spazio per questo nella politica italiana? In dieci giorni si può fare una rivoluzione, se noi ci crediamo”.
Cronaca
- Lanciano: emergenza al “De Giorgio” tra allagamenti e termosifoni spenti
- Sciopero alla Isringhausen di Atessa: i sindacati, a rischio la commessa Stellantis
- Appalti truccati alla Asl di Pescara: quattro indagati per appalti truccati
- Mareggiata d’autunno, danni a Punta Le Morge
- Lanciano: lavori di ripristino alla scuola di Olmo di Riccio dopo il maltempo
- Giro d’Italia 2027: Abruzzo protagonista con tre tappe, c’è anche Lanciano
- Liceo classico, a Lanciano la cerimonia in onore dei caduti
- Influenza, al via la campagna vaccinale


