Ipotesi interruzione di servizio pubblico.
Tua Spa si rivolge alla magistratura e presenta un esposto alla Procura
della Repubblica di Pescara dopo il caos che, alla fine di luglio, ha portato alla cancellazione di decine di treni in due giorni sulla linea adriatica.
L’episodio scatenante è stato lo stop improvviso legato all’assenza contemporanea per malattia di 13 capitreno su 21 in organico: una percentuale altissima, pari al 60 per cento del personale viaggiante, con certificati medici concentrati per la durata di soli due giorni.
Una situazione che è apparsa subito anomala,
passibile di configurare l’interruzione di pubblico servizio, al punto da spingere l’azienda a chiedere l’intervento degli inquirenti. Il blocco improvviso ha mandato in tilt i collegamenti tra Lanciano, Pescara e San Benedetto del Tronto, scatenando forte disappunto da parte degli utenti. Sui social, proprio a commento delle scuse della Tua Spa, c’è chi denuncia disagi e difficoltà legate alla riorganizzazione degli spostamenti, chi annuncia richieste di rimborso per i biglietti non utilizzati, e chi invia lettere di protesta al Ministero dei trasporti.
Le reazioni nel territorio frentano non si sono fatte attendere, alimentando sospetti e polemiche tra i pendolari. Dopo la denuncia politica del consigliere comunale di minoranza Leo Marongiu,
“Neanche sotto Covid”, si è sfogato un utente esasperato,
mentre un addetto della stazione di via Bergamo ha confessato fuori dai microfoni di non aver mai visto nulla di simile in vent’anni di lavoro.
La circolazione è tornata alla normalità dopo il picco sospetto di assenze, l’esposto in Procura da parte dell’Azienda di trasporto pubblico apre il fronte giudiziario per fare piena luce su quella che in molti continuano a definire una pesante anomalia nei servizi ferroviari regionali.

