Le “Giornate di economia Marcello de Cecco” a Lanciano con il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli.
“Il giornalismo non è solo cronaca dei fatti, ma comprensione del contesto, delle cause e delle conseguenze. È, prima di tutto, una questione etica”.
Con queste parole Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, è intervenuto a Mani Visibili – Giornate di Economia Marcello De Cecco, l’evento dedicato al tema delle disuguaglianze, che si è svolto a Lanciano dal 17 al 19 ottobre.
Nel corso del suo intervento, Bartoli ha voluto ribadire il profondo legame tra il giornalismo e la società:
“Ci si potrebbe chiedere cosa c’entri il giornalismo con le disuguaglianze.
Ma sarebbe una domanda che non tiene conto della sua funzione civile. L’etica – ha aggiunto – non è un tradimento del nostro mestiere, è il suo fondamento. È ciò che ci obbliga a scegliere se stare dalla parte del più forte o di chi è indifeso, se proteggere l’ambiente o favorire la speculazione”.
Il presidente Bartoli ha richiamato l’articolo 3 della Carta costituzionale della Repubblica Italiana come bussola della professione giornalistica:
“La nostra Costituzione ci chiede di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Ecco perché il giornalismo ha molto a che vedere con le disuguaglianze, quelle storiche e quelle nuove, quelle imposte da modelli culturali e quelle frutto di squilibri economici, di genere, demografici”.
L’intervento di Bartoli si inserisce all’interno di una tre giorni di dibattito ed approfondimento organizzata dall’associazione AMDEC (Associazione Marcello De Cecco), che ha portato a Lanciano economisti, giornalisti, studiosi ed esperti di rilevanza nazionale e internazionale, per riflettere sulle molteplici forme di disuguaglianza: economica, educativa, sanitaria, geografica, genere.
L’attentato a Sigfrido Ranucci, Report
Ampia riflessione e solidarietà per l’attentato a Sigfrido Ranucci, giornalista del programma di inchiesta Report.
Un ordigno rudimentale da un chilo di esplosivo ha semidistrutto le auto di Ranucci e della figlia, a Pomezia,
la sera di giovedì 16 ottobre scorso: secondo quanto emerso finora, non aveva un timer ed era posizionato tra i vasi fuori dalla villetta, in prossimità delle vetture.
L’esplosione è stata preceduta dall’avvistamento di un uomo incappucciato. Il caso, per danneggiamento aggravato dal metodo mafioso, è seguito dalla DDA che indaga su possibili mandanti legati alla criminalità organizzata. Il Ministro Piantedosi ha rafforzato la scorta e assegnato un’auto blindata al giornalista.
Unanime la condanna delle istituzioni, che ribadiscono la difesa della libertà di stampa.
Al Tgmax il commento del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli, intervenuto a Lanciano nell’ambito delle Giornate di Economia Marcello De Cecco.
“C’è un attacco concentrico all’autonomia dei giornalisti e il ritorno delle bombe ci riporta ad anni bui della storia italiana” .
