Il gip del tribunale di Lanciano (Chieti) ha convalidato l’arresto in carcere per Domenico Alfano, il 37enne originario di Castellamare di Stabia che domenica scorsa, a Castel Frentano, ferì il padre con un coltello mentre la madre fu colta da infarto per lo spavento. “Non volevo fare loro del male”, ha detto al giudice, “ma solo minacciarli”. L’operaio ex Sevel, già noto alle forze dell’ordine per maltrattamenti a due ex compagne e in famiglia, era già destinatario di un provvedimento di prevenzione emesso dal tribunale di Napoli a luglio scorso. Per il giudice Alfano “è altamente pericoloso”.

Sullo sfondo c’è una storia di uso di sostanze stupefacenti, fortemente contrastata dalla famiglia.
La ricostruzione dei fatti da parte del 37enne non coincide con il racconto dei genitori e del fratello minore, che li ha difesi quella domenica pomeriggio in casa.
La sua personalità, secondo il magistrato, è fortemente negativa. Ai familiari aveva gridato, coltello in mano, “vi uccido tutti”. Solo la prontezza del padre e del fratello nel disarmarlo aveva scongiurato il peggio.
Poi la chiamata al 112 e l’arrivo dei carabinieri, che lo hanno fermato e condotto dapprima in caserma, a Lanciano, infine in carcere.
Alfano in quest’ultimo episodio è accusato di lesioni, minacce e maltrattamenti in famiglia. Il suo legale di fiducia, Paolo Sisti, del foro di Lanciano, aveva chiesto misure meno afflittive della pena detentiva in carcere, richiesta e ottenuta dal procuratore, come il divieto di avvicinamneto alle persone offese e il divieto di dimora a Castel Frentano.

