La difesa: il defibrillatore semiautomatico DAE non era obbligatorio.
Si è conclusa la battaglia legale seguita alla tragica morte di Matteo Stante, l’assicuratore 32enne di Lanciano, stroncato da un’aritmia fatale il 21 ottobre 2022 durante una partita nel centro sportivo Rozu Padel.
Il Tribunale di Lanciano ha escluso ogni responsabilità civile a carico della società Nad S.r.l. e del suo legale rappresentante, Niki Rositi, recependo l’esito della perizia disposta nell’ambito del procedimento.
La vicenda era approdata in sede civile dopo l’archiviazione penale, con i familiari che chiedevano di accertare eventuali negligenze, in particolare sull’assenza di un defibrillatore semiautomatico (DAE).
La difesa della società aveva fin da subito sostenuto che, in base alle normative CONI e ai Decreti Ministeriali, l’obbligo del DAE non sussisteva per una S.r.l. come la Nad.
Il Giudice Giovanni Nappi ha affidato la complessa verifica al medico legale Marco Sgarbazzini.
La superperizia ha infine confermato la correttezza della posizione difensiva e l’assenza di profili di colpa, stabilendo che la morte era da ricondurre esclusivamente alla patologia cardiaca improvvisa.
La difesa ha inoltre sottolineato che, pur non sussistendo l’obbligo, la struttura agì con tempestività, allertando immediatamente il 118 e disponendo l’intervento di un operatore qualificato in primo soccorso.
La Nad S.r.l. e il suo A.D. Niki Rositi hanno espresso soddisfazione per l’accertamento oggettivo, dichiarando che esso “restituisce chiarezza storica alla vicenda, a tutela della integrità professionale alla società”.

