L’attenzione si concentra nel quartiere Santa Rita.
Il questore di Chieti Leonida Marseglia è stato oggi a Lanciano, in Commissariato di Pubblica Sicurezza e in Procura, a testimonianza della massima attenzione delle istituzioni sulla situazione del quartiere Santa Rita, diventato zona rossa dopo gli ultimi episodi di cronaca.
“Sono stato io a chiedere di spostare la zona rossa da piazza Plebiscito al quartiere Santa Rita”,
dice al Tgmax il sindaco Filippo Paolini, che nei prossimi giorni incontrerà a Chieti il nuovo prefetto Silvana D’Agostino.
L’obiettivo è riunire di nuovo il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, a Lanciano, dopo quello di novembre scorso, convocato dall’allora prefetto Gaetano Cupello a seguito della rissa tra clan rom rivali.
La visita del questore in città arriva dopo il blitz antidroga del 30 gennaio scorso in via Sigismondi, dove diciassette agenti tra poliziotti del Commissariato di Lanciano, Reparto prevenzione crimine di Pescara, Questura di Chieti e due unità cinofile, Simon antidroga e Loki antiesplosivo, hanno perquisito le abitazioni di una famiglia rom già nota alle forze dell’ordine.
Nel mirino due appartamenti di edilizia residenziale popolare nello stesso edificio: uno assegnato regolarmente e un altro occupato abusivamente, a seguito del decesso dell’inquilino del portone accanto.

La novità è emersa durante il blitz: il varco aperto nella parete divisoria tra i due alloggi si nota nei video divenuti virali in città e filmati “in soggettiva” proprio dai rom che vi abitano.
La circostanza, che costituirebbe reato, sarà verificata dall’Ater di Lanciano – Vasto, titolare degli appartamenti di edilizia residenziale popolare nella palazzina di via Sigismondi. Il presidente Maurizio Bucci ha già incontrato il prefetto D’Agostino e il questore Marseglia, a Chieti, due giorni fa,
mettendosi “a disposizione per una collaborazione istituzionale”.
Le perquisizioni del 30 gennaio hanno interessato sia la casa dei due coniugi quarantenni, R.B. e I. D.R. con 4 figli, di cui 3 minorenni, che quella dei genitori di lui, situati su piani differenti dello stesso stabile.
L’operazione di controllo straordinario è degenerata in un episodio di violenza quando la famiglia ha aggredito fisicamente tre agenti, minacciando in particolare un poliziotto con un coltello da cucina.
Un gesto, quello della padrona di casa, che ha fatto esplodere la protesta del quartiere, con il parroco che si è fatto portavoce del disagio dei residenti:
“Adesso basta, se ne devono andare da qui”.
Le lamentele riguardano auto che sfrecciano a tutta velocità intorno alla chiesa, richieste di pizzo ai bambini (20 euro a ora) per usare il campetto di calcio parrocchiale poi distrutto, prestito “a strozzo” alle famiglie bisognose, spaccio di droga, prepotenze, minacce e risse tra clan per regolamenti di conti.
Il rione più popoloso della città non vuole più vivere nell’insicurezza.
L’attenzione delle forze dell’ordine resta alta, mentre la città si interroga sull’evoluzione dell’intera vicenda.
L’aggressione alle forze dell’ordine non può rimanere impunita.
C’è attesa per la risposta delle istituzioni, in un clima che segna un momento delicatissimo.
La risposta che arriverà nei prossimi giorni determinerà se il quartiere potrà davvero voltare pagina o se continuerà a essere percepito come una “zona franca”.
I residenti chiedono che il quartiere Santa Rita torni a essere una parte integrante e sicura di Lanciano, eliminando quelle sacche di impunità che i video social hanno paradossalmente aiutato a denunciare.

