Operazione Santa Rita

Andranno a processo il 3 novembre, con rito immediato, undici imputati della rissa tra rom, scoppiata il 26 giugno scorso nel quartiere Santa Rita, a Lanciano (Chieti).
Lo ha stabilito il gip Massimo Canosa, a conclusione dell’inchiesta coordinata dal pm Francesco Carusi.
I rom, appartenenti alla stessa famiglia Guarnieri, ma di due nuclei diversi, furono arrestati dalla polizia l’11 luglio scorso, con le accuse a vario titolo di rissa aggravata e lesioni.
Durante la brutale lite avvenuta per lo più in strada, i due gruppi, in urto per il possesso di un appartamento di edilizia popolare, utilizzarono bastoni, stampelle, cric di auto, mazze di legno e una cassetta metallica della posta.
I legali della difesa sono gli avvocati Vicenzo Menicucci, Gaetano Pedullà e Lucia Di Battista.
Con l’operazione, denominata “Santa Rita”, il gip Riccardo Audino dispose un ordine di custodia cautelare: ai domiciliari finirono i fratelli capifamiglia Angelo Guarnieri, 62 anni, e Gaetano Guarnieri, 60; i congiunti, tra figli, cognati e cugini, Fabrizio Guarnieri, 34 anni, Sergio Di Rocco, 42, Gaetano Guarnieri, 38, Sante Guarnieri, 23, ed Enzo Manzi, 44.
La misura cautelare dell’obbligo di presentazione ha invece riguardato i più giovani, il 18enne Fioravante Di Rocco, il 20enne Federico Cervelli e i 21enni Demis Manzi e Kevin Guarnieri.
Prima dell’11 luglio, altri due rom delle due famiglie litiganti, Tommaso Guarnieri, 40 anni, e Sergio Di Rocco, 42, giudicati a parte, erano finiti in carcere su decisione del tribunale di Sorveglianza di Pescara, che revocò l’affidamento ai servizi sociali. Tommaso Guarnieri fu in seguito scarcerato per non aver partecipato alla rissa.

