Convalidato l’arresto del diciassettenne fermato a Lanciano ma è a casa e potrà andare a scuola.
La fragilità di un adolescente e le insidie oscure del web: il caso del minorenne fermato a Lanciano con tre chili di hashish e marijuana accende un riflettore allarmante sul fenomeno del reclutamento online.
Ieri, presso il Tribunale per i Minorenni de L’Aquila, il giudice ha convalidato l’arresto disponendo la misura della permanenza in casa. Al giovane sarà tuttavia consentito di uscire per proseguire gli studi, nel tentativo di non spezzare il legame con il percorso educativo.
L’episodio scuote l’opinione pubblica e lancia un monito severo alle famiglie.
Secondo il legale del ragazzo, l’avvocato Danilo Ranieri, il caso evidenzia un preoccupante allarme sociale: il giovane, adescato su Telegram e altre chat, è stato attirato nella rete del narcotraffico con la promessa di settemila euro per la consegna.
Dietro lo schermo, professionisti dello spaccio sfruttano ragazzi vulnerabili come corrieri sacrificabili, restando impuniti nell’ombra.
A tradire il gruppo, fermato due giorni fa dalla Polizia in un parcheggio, è stato l’odore di uno spinello che ha portato alla scoperta del carico.
Resta la consapevolezza della facilità con cui il crimine si infiltra nella vita dei giovanissimi tramite smartphone,
una minaccia che richiede massima vigilanza da parte di genitori e istituzioni.
