Il cerchio si stringe attorno alla baby gang.
Da 4 a 8, questo il numero dei minori coinvolti nella violenta aggressione subita da un quindicenne, sabato scorso, nel Parco Villa delle rose di Lanciano.
I Carabinieri della Compagnia di Lanciano, coordinati dal tenente colonnello Fabio Vittorini, stanno concludendo l’identificazione in queste ore per poi rimettere la relazione all’Autorità Giudiziaria.
I militari hanno ascoltato i testimoni e analizzato le immagini del sistema di videosorveglianza del Parco, che ha ripreso la scena.
Le indagini sono coordinate dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.
La vittima, nel frattempo, è stata dimessa dall’ospedale dopo tre giorni di controlli ed esami diagnostici: il ragazzo sarà ascoltato a breve dagli inquirenti.
Sulla vicenda, che scuote l’opinione pubblica in città, interviene con forza la minoranza consiliare.
Leo Marongiu va dritto al punto: basta slogan, servono azioni. La sua proposta è precisa: una zona a controllo speciale dalle forze dell’ordine non solo per il Parco di Villa delle Rose e i Viali, ma anche Via Monte Maiella e i quartieri storici Civitanova e Sacca.
Marongiu chiede inoltre che il Sindaco informi puntualmente il Consiglio comunale sulle misure concordate con la Prefettura,
invece di attaccare l’opposizione.
Più riflessiva, ma non meno decisa, la posizione di Dora Bendotti, già assessore alle Politiche sociali con la giunta Pupillo. La sicurezza, afferma, non si costruisce solo con i controlli. Servono politiche sociali strutturate, spazi di aggregazione per i giovani, sostegno alle famiglie e lotta alla dispersione scolastica.
«La coesione sociale», sottolinea Bendotti, «è il vero antidoto alla violenza».
Un appello diretto al sindaco Paolini e all’attuale delegata al Sociale, Amoroso: investire nella prevenzione non è una scelta accessoria, ma una strategia lungimirante.
La città attende risposte. I Carabinieri lavorano.
Nel parco sono stati cancellati i segni di quel violento sabato sera.
