Provvedimenti cautelari eseguiti oggi.
I residenti lo chiedevano a gran voce da tempo,
“Mandateli via!”,
invocando provvedimenti drastici, e le forze dell’ordine oggi hanno eseguito.
Scatta il divieto di dimora a Lanciano e in tutti i comuni della provincia di Chieti per alcuni protagonisti della violenta rissa dello scorso 27 giugno, scoppiata nel quartiere Santa Rita tra due famiglie rom rivali.
Il provvedimento è arrivato al termine di un nuovo blitz nel rione, che ha visto impiegati settanta uomini tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, con tre unità cinofile e reparti anticrimine giunti da altre province e da fuori regione, per l’esecuzione di sei misure cautelari nei confronti di altrettanti partecipanti agli scontri.
Quel sabato pomeriggio di inizio estate, due fazioni rivali si affrontarono a colpi di mazze, bastoni e un martello in via Sigismondi. Erano almeno una dozzina, tra cui donne e minorenni. Al culmine della lite, un giovane alla guida di una Lancia Delta scura investì la madre dei rivali.
L’operazione ha imposto l’allontanamento dal territorio provinciale.
Uno dei destinatari della misura è stato accompagnato alla stazione ferroviaria di Pescara e messo su un treno diretto a Milano, mentre altri sono partiti alla volta di Alba Adriatica, nel Teramano, e Porto San Giorgio, nelle Marche.
A Lanciano e nel Chietino non potranno più mettere piede per almeno sei mesi:
per la famiglia più numerosa il provvedimento riguarda il nonno G.G. 66enne e tre nipoti di 19, 20 e 26 anni, S., G.P. e K. oltre a un quarto cugino F. diciannovenne; per l’altra famiglia, uno dei figli 23enne S. D.R.
Il padre di quest’ultimo, settimo soggetto coinvolto negli scontri del 27 giugno scorso, si trova già ristretto in carcere: è il 42enne F. D.R. che, sebbene ai domiciliari, era uscito di casa per accorrere in difesa della famiglia, moglie e due figli, durante la rissa. Per quella violazione, l’Ufficio di Sorveglianza di Pescara gli aveva revocato subito la misura alternativa, in seguito confermata dal Tribunale.
Per tutti gli indagati il capo di imputazione formulato dalla Procura di Lanciano, pm Elena Belvederesi, è
rissa aggravata dall’uso di armi, bastoni e un martello.
Nelle fasi successive agli scontri, tre componenti della famiglia aggredita avevano fatto ricorso alle cure del Pronto soccorso di Lanciano: la donna investita dall’auto ha rimediato una prognosi di dieci giorni, mentre i due figli di sette giorni ciascuno.
Durante il blitz odierno, sono stati sequestrati telefonini e tablet.
