Conclusa l’operazione “Protesi Fantasma”, truffa milionaria.
Sedie a rotelle mai consegnate e montascale rimasti solo sulla carta.
A Lanciano la solidarietà era diventata un business illecito.
Si è chiusa con un sequestro da oltre un milione di euro l’operazione “Protesi Fantasma”, l’indagine della Guardia di Finanza che ha scoperchiato un sistema di truffe sistematiche ai danni dell’Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti.
Il Comando provinciale di Chieti ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a cinque soggetti, indagati a vario titolo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode fiscale. L’inchiesta, condotta dai militari della Compagnia di Lanciano sotto la guida del Capitano Domenico Siravo, è nata da un’analisi sulla crescita esponenziale della spesa per l’assistenza protesica nel Distretto n. 2.
Attraverso testimonianze e ricognizioni fotografiche presso le abitazioni dei pazienti, le Fiamme Gialle hanno ricostruito un meccanismo fraudolento basato su tre fronti: mancata consegna, doppia fatturazione, società cartiere.
La mancata consegna riguarda ausili di alto valore economico, che venivano fatturati all’Ente pubblico senza mai essere consegnati. Per la doppia fatturazione, beni già restituiti venivano comunque addebitati alla Asl. Infine, l’utilizzo di società “cartiere”: oltre 1,2 milioni di euro venivano drenati verso una società fittizia romana per simulare costi inesistenti.
Il danno diretto accertato è di 744.140,75 euro.
Il Gip del Tribunale di Lanciano ha disposto il sequestro preventivo di oltre 1,1 milioni di euro, colpendo anche un trust creato ad hoc per schermare il patrimonio.
Tra gli indagati figurano i vertici di due società sanitarie e alcuni funzionari dell’Asl.
La Asl risulta parte offesa nel procedimento.

