Fine ingloriosa per l’ex centro ricerche di Santa Maria Imbaro.
Neanche un Euro per i 130 ex dipendenti, oltre 200 mila invece per i commissari liquidatori.
Dopo circa 10 anni si chiude la lunga agonia dell’ex centro ricerche farmacologiche di Santa Maria Imbaro, che ha contribuito in maniera importante al progresso scientifico del paese e non solo, in campo biomedico.
Fine ingloriosa per l’ex Negri Sud, consorzio partecipato al 75 per cento dal Negri Milano, di Silvio Garattini, il resto da Provincia di Chieti e Regione Abruzzo.
Debiti accumulati nel tempo, a cui nessuno ha saputo o voluto porre rimedio.
A nulla sono serviti i vari esposti, archiviati.
Neppure la politica è stata in grado di salvare l’istituto che per 27 lunghi anni ha rappresentato l’eccellenza internazionale nel settore della prevenzione e della cura delle patologie del cuore, di alcune malattie rare e del tumore.
Oggi resta l’amaro in bocca per chi ha perso il lavoro e due anni di anni di stipendio.
Al Tgmax le parole di Angelo Di Santo, già Rsa Filcams Cgil.
