Il Times dell’Himalaya dice che è stato ritrovato il corpo del biologo teramano, trasferito a Kathmandu. La Farnesina: “ancora disperso”.
Ancora notizie contrastanti, ad oggi, su Marco Di Marcello, 37 anni, disperso in Nepal dopo la valanga che il 3 novembre lo ha sorpreso e travolto mentre partecipava ad una spedizione internazionale, per raggiungere la vetta di Dola Khanga.
Da ieri, martedì 4 novembre, The Himalayan Times citando fonti della Polizia nepalese, sostiene che il biologo e guida alpina di Castellato (Teramo) è deceduto, notizia che viene confermata anche oggi, 5 novembre, in un nuovo articolo.
“Secondo quanto riportato dal funzionario locale Nimgeli Sherpa, i corpi dell’italiano Paolo Cocco e del francese Christian André Manfredi sono stati recuperati con successo dai soccorritori locali. I resti sono stati successivamente trasportati in elicottero a Kathmandu mercoledì per l’autopsia. L’operazione aerea è stata condotta da un elicottero Heli Everest, pilotato dal capitano Priya Adhikari e coordinato da Mingma Sherpa”.
“Almeno sette alpinisti, tra cui cinque stranieri e due guide nepalesi, sono rimasti uccisi lunedì mattina a causa di una valanga di enormi dimensioni che ha travolto la vetta dello Yalung Ri (5.630 m). Tra le vittime figurano gli italiani Paolo Cocco, Marco Di Marcello e Markus Kirchler; l’alpinista tedesco Jakob Schreiber; l’escursionista francese Christian André Manfredi; e le guide nepalesi Padam Tamang e Mere Karki”.
La Farnesina in Nepal: Di Marcello è ancora disperso
Il Console Generale d’Italia a Calcutta, competente per il Nepal, è giunto questa mattina a Kathmandu per un coordinamento diretto con le autorità nepalesi e con i gruppi di ricerca, in stretto raccordo con la Farnesina.
Al momento le autorità locali hanno confermato il decesso di tre alpinisti italiani, Alessandro Caputo (salma recuperata, area Manaslu Peak), Stefano Farronato (salma recuperata, area Manaslu Peak) e Paolo Cocco (salma trasferita presso l’ospedale per stranieri).
Non si ha notizia di altri 7 italiani, tra cui Marco Di Marcello e Markus Kirchler (entrambi nella zona di Yalung Ri, considerati dispersi).
Negli ultimi giorni diverse aree dell’Himalaya nepalese sono state colpite da una serie di valanghe, che hanno travolto molti alpinisti fra cui alcuni italiani. Sono ancora difficili le comunicazioni tra le autorità, i responsabili delle operazioni di soccorso e le rappresentanze diplomatiche di vari paesi coinvolti.
La famiglia, fino a ieri sera, ha continuato a sostenere di ricevere segnali dal gps radiosatellitare di Di Marcello, ogni 4 ore.
Nel frattempo in Nepal la tragedia sull’Himalaya ha anche riacceso il dibattito in merito alle macchinose procedure di autorizzazione al soccorso, con alpinisti e funzionari locali che attribuiscono la causa della prolungata risposta all’emergenza ai ritardi burocratici.

