[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ngPbb-P9JqE[/youtube]Lanciano, servizio Tgmax 23 aprile 2015. Casoli: rivendicano autonomia organizzativa e finanziaria gli ex consorzi industriali, la riforma con l’istituzione dell’Arap non piace né ai sindaci né ai sindacati. Il vice presidente della Regione Giovanni Lolli apre al confronto.
Non piace a nessuno l’Arap, l’azienda regionale delle Attività produttive, nata dai consorzi industriali con la legge di riforma del governo Chiodi. A Casoli, nella sede dell’ex Consorzio industriale Sangro, la Cgil e i sindaci fanno il punto dopo l’apertura al confronto da parte del vice presidente della Regione Giovanni Lolli. Il gruppo di lavoro formato dai rappresentanti dei comuni e altri enti ha un mese di tempo per concertare proposte utili alla modifica dell’Arap, che ha sede a Pescara negli uffici della Regione ed è guidata da un Cda politico, senza le competenze adeguate – lamentano sindacati e sindaci – e nominato dalla precedente giunta regionale.
“La prima rivendicazione è la gestione organizzativa e finanziaria”, chiede Luciano Lapenna, sindaco di Vasto e presidente Anci Abruzzo.
A contestare l’Arap non è solo la Cgil, ma anche la Uil che ha presentato ricorso al Tar. In particolare Nicola Di Matteo, Cgil, contesta “una riforma fatta senza confronto”.
“Gestione del sistema idrico integrato, esproprio delle aree, manutenzione stradale, illuminazione pubblica: i servizi resi dall’ex consorzio industriale sono fondamentali per i sette agglomerati serviti dal Sangro”, spiega il direttore ing. Luigi Cristini. Ora per sbrigare le pratiche quotidiane bisogna recarsi a Pescara una volta a settimana a farle vidimare, con l’attività amministrativa alla paralisi.
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