Questa mattina l’udienza a Perugia apre l’atto conclusivo del processo d’appello bis carico di tensione e aspettative.
Dopo anni di battaglie legali, il verdetto è imminente.
La Corte d’Appello si ritirerà in Camera di Consiglio subito dopo gli ultimi interventi della difesa, con la lettura della sentenza prevista per il pomeriggio di oggi.
A scuotere la vigilia è stata la mossa di Ilario Lacchetta, ex sindaco di Farindola, che ha scelto di rinunciare formalmente alla prescrizione.
Una decisione netta, volta a ottenere un giudizio di merito che entri nel vivo delle sue responsabilità amministrative in quella tragica giornata del 18 gennaio 2017, quando la valanga travolse l’hotel causando 29 vittime.
Nonostante la rinuncia, la Procura generale ha confermato la richiesta di condanna a due anni e otto mesi per lui e per il tecnico comunale Enrico Colangeli.
Il procuratore Paolo Barlucchi ha tracciato un quadro di responsabilità che coinvolge diversi livelli istituzionali, chiedendo complessivamente nove condanne.
Le pene più severe riguardano i vertici della Regione Abruzzo, con richieste fino a tre anni e dieci mesi per cinque dirigenti. Sotto la lente della giustizia ci sono anche i funzionari della Provincia di Pescara, per i quali sono stati sollecitati tre anni e quattro mesi di reclusione.
Unico spiraglio per la difesa riguarda Sabatino Belmaggio, per il quale è stato ipotizzato il proscioglimento.
Per i familiari delle vittime e per l’intero Abruzzo, quella di oggi non è solo una scadenza giudiziaria, ma un passaggio fondamentale per onorare la memoria di chi perse la vita sotto le macerie e la neve.

