Nuovi sviluppi a seguito della rissa che ha coinvolto i clan rivali dei Guarnieri e dei Di Rocco lo scorso 9 novembre, nel quartiere Santa Rita di Lanciano.
L’Ufficio di Sorveglianza di Pescara ha disposto la sospensione delle misure alternative alla detenzione a carico di Giuseppe e Gaetano Guarnieri, 47 e 43 anni, che sono pertanto tornati in carcere.
I due fratelli stavano scontando la pena, rispettivamente, in regime di semilibertà e in prova ai servizi sociali.
La decisione giunge come strascico del violento scontro, per il quale venerdì scorso scattò un blitz interforze, che aveva portato agli arresti domiciliari tre membri della famiglia Di Rocco: padre, madre e uno dei figli, trovati con 340 grammi complessivi di cocaina, denaro in contanti per 30 mila euro e una pistola risultata rubata.
Proprio il ritrovamento dell’arma ha fatto ipotizzare alle autorità l’imminenza di una possibile vendetta.
Sullo sfondo, la piazza di spaccio di Lanciano, lasciata libera nei mesi scorsi dai Domenicani che importavano droga dal Brasile e dalla coppia del gruppo rivale, con base a Santa Maria Imbaro, entrambe le organizzazioni sgominate dalle forze dell’ordine in due distinte operazioni.
La sospensione delle misure, sostituita e alternativa, è stata eseguita dagli agenti del Commissariato di polizia di Lanciano.
Spetterà ora al Tribunale di Sorveglianza decidere, entro un mese, sulla revoca o meno del provvedimento.
La difesa dei fratelli Guarnieri è curata dall’avvocato Vincenzo Menicucci.

