
“Apprendiamo con stupore – scrive il deputato Di Stefano – che il consigliere Lucrezio Paolini (Idv), evidentemente su input del presidente Luciano D’Alfonso, ha ritirato la delega all’avvocato professor Stelio Mangiameli per i quesiti referendari anti-trivelle. Può il presidente – chiede Di Stefano – surrogare il Consiglio Regionale, che aveva deliberato in tal senso? O in un delirio di onnipotenza crede di poter sostituire chicchessìa? Una cosa è certa: questa scelta non rappresenta la volontà degli abruzzesi e sicuramente i Consiglieri regionali di Forza Italia, a cominciare dal capogruppo Lorenzo Sospiri e il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo (Fi) che sicuramente, come hanno fatto in passato, si faranno sentire anche oggi, per contrastare questa iniziativa che di certo nessuno vuole”.
E Acerbo scrive: “L’Abruzzo ha rotto di fatto il fronte delle Regioni che si erano coalizzate contro il dilagare delle trivellazioni in mare. La cosa più grave è che lo ha fatto non solo nascondendolo alla cittadinanza ma persino in maniera illegittima visto che il Consiglio Regionale è all’oscuro di tutto. Da quel che mi risulta l’Abruzzo ha deciso NON SOLO di non affiancare le altre regioni nel conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale, MA PERSINO di ritirarsi DEFINITIVAMENTE dalla compagine referendaria. Lo avranno deciso D’Alfonso e la sua Giunta per ingraziarsi Renzi ma va sottolineato che non era nelle loro facoltà in quanto queste decisioni spettavano al Consiglio regionale. Dà la misura della senso dalfonsiano delle istituzioni che neanche la conferenza dei capigruppo è stata sentita”.
“Non si dica che la Legge di Stabilità ha bloccato Ombrina – incalza l’on. Di Stefano -. Ombrina forse è stata bloccata, ma altre trivellazioni possono ancora essere autorizzate. Se sommiamo la sospensione dell’autorizzazione ad Ombrina, l’autorizzazione alla società Petroceltic in Puglia e questa iniziativa, sono a mio giudizio tutti indizi che ci fanno preoccupare e, come diceva sempre il saggio sen. Giulio Andreotti “.
“Non credo – aggiunge Acerbo – che l’avvocatura regionale o il delegato Lucrezio Paolini in questa materia possano legittimamente assumere posizioni senza mandato del Consiglio come invece mi apre sia accaduto. E’ altresì grave che nessuno della Giunta senta il dovere di rompere la congiura del silenzio e debba essere un ex-parlamentare ed ex-consigliere come me a darne notizia”.
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