Uno scempio evitabile con maggiore vigilanza sul territorio.
A Paglieta, quello che era un rigoglioso uliveto è diventato una ferita aperta nel cuore della Val di Sangro. Vincenzo Virtù, pensionato e proprietario del terreno, osserva con amarezza la distruzione di circa 80-90 piante di ulivo, abbattute per far spazio ai lavori del gasdotto Snam.
«Il permesso di passare ce l’hanno, ma non quello di fare il maggior danno possibile»,
denuncia Virtù ai microfoni di Tgmax. Per un tubo di soli 40 centimetri, è stato aperto un varco di 16 metri, mettendo «il mondo sottosopra».
Il servizio giornalistico realizzato dal Tgmax sulla vicenda e sulla disperazione del proprietario, ha scosso profondamente l’opinione pubblica, catturando l’interesse di decine di migliaia di persone,
a testimonianza di quanto il tema della tutela del territorio sia sentito dalla comunità.
Sul caso il Tgmax ha chiesto l’intervento di Alessandro Lanci, presidente dell’associazione ambientalista Nuovo Senso Civico, da anni in prima linea nelle battaglie per la tutela dell’Abruzzo. Lanci non usa mezzi termini nel commento:
«Queste società operano spesso così, cercando di risparmiare e velocizzare il lavoro a scapito del territorio».
Secondo Lanci, il rischio è che al danno si aggiunga la beffa: spesso le ditte appaltatrici scoraggiano le reazioni dei proprietari con «velate minacce» di cause risarcitorie milionarie. L’appello del presidente di Nuovo Senso Civico è rivolto ai Comuni, affinché vigilino con estrema attenzione sui progetti e sul rispetto dei protocolli legali,
per evitare che la “buona fede” dei cittadini si trasformi in una devastazione irreversibile.
