Giustizia: per i quattro tribunali minori d’Abruzzo è di nuovo corsa contro il tempo, sindaci e ordini forensi incontrano i parlamentari per scongiurare la chiusura prevista al 31 dicembre 2026
In sintesi
- I tribunali: Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto rischiano la chiusura dal 31 dicembre 2026.
- La maggioranza: Nazario Pagano, presidente della Commissione Affari Costituzionali, sostiene il ddl Nordio per salvarli.
- L’opposizione: PD e M5S annunciano un emendamento al decreto-legge Giustizia al Senato.
Tribunali minori, sindaci e avvocati in Parlamento
Ancora una volta sarà una corsa contro il tempo per salvare dalla chiusura i quattro tribunali minori dell’Abruzzo. Ed è di nuovo un pellegrinaggio dei sindaci di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto assieme ai presidenti degli ordini degli avvocati forensi delle rispettive città, al parlamento, con incontri tra Camera e Senato nel tentativo di accelerare le procedure e mettere in sicurezza le sedi.
Da un lato, la delegazione abruzzese ha incontrato il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Nazario Pagano, e i vertici di Forza Italia. Oggetto del confronto è l’esame del disegno di legge del ministro Carlo Nordio per il definitivo mantenimento delle sedi sub-provinciali. Pagano ha confermato il pieno sostegno al provvedimento, esprimendo la volontà di superare la stagione delle proroghe e annunciando un imminente passaggio politico nella maggioranza per velocizzare l’iter.
La proposta di PD e M5S
Dall’altro lato, lo stesso Comitato per la salvaguardia dei tribunali ha avuto un tavolo con le delegazioni parlamentari del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Gli esponenti dell’opposizione hanno manifestato forte preoccupazione per il rallentamento dei lavori alla Camera, evidenziando come restino ancora da svolgere ottanta audizioni mentre la legislatura si avvia verso la conclusione.
Per scongiurare il rischio che il testo si areni prima della scadenza della proroga attuale, fissata al 31 dicembre 2026, PD e M5S hanno annunciato l’intenzione di presentare un emendamento specifico all’interno del decreto-legge Giustizia in corso di conversione al Senato. Si tratta di una mossa che punta a una via più rapida, con l’opposizione che si è detta pronta a collaborare con la maggioranza pur di tagliare il traguardo e dare certezze definitive al sistema giudiziario del territorio.
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