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Acea: nasce l’associazione dei sindaci del Sangro-Aventino per chiedere dragaggio dei laghi e ristori

Maggio 13
17:54 2021

“Vogliamo essere protagonisti”



Altino (Chieti): sede della centrale Acea in località Selva.

Tutelare gli interessi di una parte d’Abruzzo che tanto ha dato, in termini ambientali e urbanistici, in sessant’anni di insediamento produttivo senza ricevere quasi nulla in cambio.

A concessione scaduta da otto anni, sedici Comuni del Sangro-Aventino si associano per sedersi al tavolo con la Regione e l’Acea e diventare finalmente protagonisti della gestione del territorio e delle proprie risorse.

Nella concessione della grande derivazione per uso idroelettrico S. Angelo con due invasi artificiali a Bomba e Casoli e la centrale ad Altino, sono i Comuni i portatori di interesse: Altino, Archi, Atessa, Bomba, Casoli, Civitella Messer Raimondo, Colledimezzo, Fara San Martino, Gessopalena, Palombaro, Pennadomo, Perano, Roccascalegna, Torricella Peligna, Villa Santa Maria e Pietraferrazzana (Chieti) hanno costituito un’associazione per seguire la gestione dell’importante infrastruttura per la produzione di energia idroelettrica, realizzata nella seconda metà degli anni 50 con fondi statali e data in gestione all’Azienda Comunale Elettricità ed Acque di Roma (A.C.E.A.), attuale ACEA Produzione S.p.A.

La centrale ha una potenza nominale media pari a 58,4MW ed è entrata in produzione nel 1958. La Concessione ad ACEA Produzione S.p.A. è scaduta a luglio 2013.

Per obbligo di legge (art. 114 del D. Lgs. 152/06, legge Quadro Ambientale) il gestore di una grande derivazione per uso idroelettrico (potenza nominale media superiore a 3 MW) è tenuto ad eseguire le operazioni di dragaggio degli invasi per il ripristino delle capacità originali. Nei laghi di Bomba e Casoli queste attività non sono mai state eseguite.

L’associazione ha lo scopo di rappresentare e curare gli interessi del territorio relativamente alla manutenzione e gestione dell’impianto S. Angelo, al fine di favorire la produzione di energia idroelettrica e da altre fonti rinnovabili, salvaguardando la possibilità dell’uso plurimo delle acque.

L’Associazione si occuperà di seguire il prossimo bando regionale per l’affidamento della nuova concessione al fine di definire gli obblighi e le limitazioni gestionali adeguati a tutelare gli interessi del territorio, i miglioramenti in termini energetici, gli interventi di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico, le misure di compensazione ambientale e territoriale, la riscossione delle compensazioni a carattere finanziario e dei canoni destinati ai Comuni, la definizione della clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale, di verificare la ripartizione dei canoni versati alla Regione, la dovuta fornitura gratuita di energia elettrica, nonché della definizione di eventuali canoni ed energia aggiuntivi dovuti dal concessionario scaduto in base a quanto previsto dalla normativa nazionale.