Il cuore di Lanciano oggi è un po’ più povero.
Si è spento a 61 anni Angelo Castillente, un uomo che ha segnato un’epoca della convivialità frentana tra la fine degli anni ’90 e i primi del Duemila.
Titolare dell’osteria “Patria”, Angelo non era solo un ristoratore, ma un punto di riferimento per intere comitive di giovani.
La sua osteria era il tempio della semplicità e dell’amicizia.
Chi ha vissuto quegli anni ricorda il profumo della pizza appena sfornata, della focaccia con ortaggi e, soprattutto, della mitica “parigina”: quella zuppa di cipolle servita nel coccio e ricoperta da una sottile sfoglia di pizza bianca che era il marchio di fabbrica della casa.
Erano serate autentiche, vissute senza l’ingombro dei social, dove i primi cellulari restavano dimenticati nelle borse per lasciare spazio al sapore dei ricordi e alle risate intorno a un tavolo.
Angelo aveva un talento raro: quello di farti sentire sempre il benvenuto.
Anche quando il locale era pieno o l’ora di chiusura era già passata, non negava mai un “piccolo spazio” a chi arrivava tardi. Certo, la simpatia giocava il suo ruolo: per gli amici più stretti poteva spuntare a sorpresa una fetta di torta “Foresta Nera”,
un privilegio per pochi che rendeva quelle cene ancora più speciali.
Dopo la chiusura dell’attività, il destino lo aveva riportato in Germania, a Esslingen am Neckar, la terra dove era cresciuto e dove si è spento lo scorso 4 maggio.
La notizia del suo decesso ha colpito profondamente la comunità di Lanciano, che domani, domenica 10 maggio, si stringerà intorno alla madre Maria e alle sorelle Luciana e Silvana per l’ultimo saluto alle ore 16:30 presso la chiesa di Marcianese.
Ciao Angelo, risposa in pace.

