Quale progetto politico per la città?
Il primo turno delle elezioni amministrative a Chieti lascia sul campo una scia di riflessioni politiche profonde e delinea uno scenario di ballottaggio complesso. A fare il punto della situazione, nel corso di un’intervista rilasciata alla nostra emittente, è Fabrizio Di Stefano, già parlamentare di centrodestra e oggi in quota Lega, che ha tracciato un’analisi lucida sulla maretta che ha caratterizzato il centrodestra e sulle sfide cruciali che attendono la coalizione.
Sanità e dissesto: i nodi politici sul tavolo
Secondo Di Sefano, il voto teatino è stato fortemente influenzato da precise tematiche locali, prima fra tutte la gestione della sanità e la complessa disputa sul Dea di secondo livello per l’ospedale di Chieti,
un tema avvertito come prioritario dai cittadini nei sondaggi e che ha finito per penalizzare proprio Fratelli d’Italia.
Accanto alla sanità, ha pesato la narrazione legata al dissesto finanziario del Comune, un argomento ereditato dalla passata gestione Di Primio e cavalcato, secondo l’esponente politico, in modo strumentale sia dal centrosinistra sia da una parte dello stesso centrodestra.
Il richiamo alla responsabilità per il ballottaggio
In vista del secondo turno, la posizione di Di Stefano è netta:
ai ballottaggi si ricomincia da zero, ma la matematica non basta.
Non è sufficiente sperare in una sommatoria di voti tra le varie liste escluse per ribaltare un centrosinistra che parte inevitabilmente favorito. Il vero nodo politico si sposta sui tavoli regionali e nazionali.
Di Stefano lancia un preciso e forte richiamo alla responsabilità alla cosiddetta “filiera” di governo (che unisce Chieti, la Regione Abruzzo guidata da Marco Marsilio e l’esecutivo nazionale): i vertici regionali devono dire chiaramente quale sarà il futuro e la prospettiva dell’ospedale di Chieti. Il cospicuo drappello di parlamentari eletti nel territorio deve presentarsi davanti ai cittadini con un progetto chiaro e impegni realizzabili. Solo se si troveranno soluzioni concrete su questi temi,
si potrà ricostruire quell’armonia del centrodestra che a Chieti manca ormai da troppi anni.
Il commento sull’exploit di Colantonio
Un’eccezione importante in questo quadro è rappresentata da Mario Colantonio. Sostenuto da sole tre liste (Lega, UDC e Azione Politica), Colantonio ha ottenuto un risultato straordinario superando il 15% dei consensi, un dato di gran lunga superiore alla media dei singoli partiti a livello nazionale e locale. Di Stefano commenta con favore la performance, sottolineando come il candidato abbia lavorato a pancia a terra da vecchio militante e ricordando un simpatico aneddoto: un gelato innocente offerto dal proprietario di un locale a fine scrutinio, segno del forte gradimento e apprezzamento personale che la città di Chieti ha voluto manifestare nei confronti di Colantonio.
