Conto alla rovescia, sabato scadono i tempi per presentarlo.
Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas del foro di Chieti sono i nuovi legali dei genitori della famiglia che vive nel bosco a Palmoli.
I due professionisti hanno preso il posto di Giovanni Angelucci, l’avvocato che ha annunciato di aver rimesso il mandato difensivo.
Il nuovo collegio difensivo della coppia neo-rurale è al lavoro per preparare il ricorso, che sarà depositato venerdì.
La difesa dei Trevallion-Birmingham cambia rotta mentre la vicenda approda sui palinsesti nazionali, dividendo la politica tra Salvini e la sinistra.
Un cambio di strategia in corsa, con la deadline che incombe. Il nuovo collegio difensivo dovrà predisporre una serie di controdeduzioni per opporsi all’ordinanza emessa dal Tribunale dei Minori dell’Aquila, che ha disposto il collocamento dei tre bambini in una casa famiglia. La scadenza è fissata per sabato 29 novembre: il tempo stringe e la pressione è altissima.
Il cambio di avvocati segna una svolta nella strategia difensiva della coppia neo-rurale. Ma ad un occhio attento non sfugge che la vicenda ha ormai assunto contorni che vanno ben oltre l’aspetto legale e sociale. Da settimane la famiglia anglo-australiana, che vive a Palmoli, è finita sotto i riflettori delle televisioni nazionali, trasformandosi da caso locale a questione di rilevanza nazionale.
E proprio qui emerge lo sfondo politico della vicenda.
Prima è stato Matteo Salvini, leader della Lega, a scendere in campo, manifestando apertamente la sua contrarietà alla decisione dei giudici di allontanare i figli dai genitori. Un intervento che ha fatto rumore e ha immediatamente polarizzato il dibattito.
Non si è fatta attendere la risposta dall’altra parte dello schieramento politico. Una precisa area della sinistra è infatti scesa in campo, trasformando la vicenda della famiglia del bosco in un nuovo terreno di scontro politico?
Quello che era nato come un caso di diritto di famiglia e tutela dei minori è diventato rapidamente un simbolo, utilizzato da entrambi gli schieramenti per affermare visioni diverse su temi quali l’intervento dello Stato nelle scelte familiari, i diritti dei genitori, la tutela dell’infanzia e, più in generale, i limiti dell’autorità giudiziaria.
La ribalta nazionale ha trasformato i Trevallion-Birmingham in un caso mediatico: da una parte c’è chi li vede come vittime di un sistema giudiziario troppo invasivo, dall’altra chi sottolinea la necessità di tutelare il benessere dei minori.
Un dibattito che si è spostato dai boschi di Palmoli alle tribune politiche, dalle aule di tribunale agli studi televisivi.
Ora tocca agli avvocati Femminella e Solinas tentare di riportare la questione sul piano giuridico, preparando un ricorso che dovrà convincere i giudici a rivedere la decisione sull’allontanamento dei bambini. Una sfida complessa, resa ancora più difficile dalla pressione mediatica e politica che circonda ormai ogni aspetto di questa vicenda.
La famiglia del bosco è diventata, suo malgrado, un simbolo. E il verdetto finale, qualunque esso sia, avrà ripercussioni che andranno ben oltre le mura della casa diroccata tra gli alberi di Palmoli.

