Operazione “Red Gold” della Guardia di Finanza.
Vendevano gasolio a enti pubblici e privati,
ma grazie a un contalitri manomesso sui camion, ne consegnavano molto meno di quanto dichiarato.
È questo il cuore dell’operazione “Red Gold”, condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Pescara e coordinata dal Procuratore Capo di Avezzano, che ha smantellato un articolato sistema illecito nel settore dei prodotti energetici.
Il meccanismo era tanto semplice quanto efficace: sottraendo prodotto in fase di erogazione attraverso l’alterazione dei misuratori, l’organizzazione accumulava enormi quantitativi di “oro rosso”, il gasolio da riscaldamento.
Questo carburante veniva poi convogliato in un canale di vendita “in nero” presso distributori locali, dove veniva miscelato con gasolio per autotrazione
e rivenduto a prezzi concorrenziali, evadendo le accise e le imposte sui consumi.
L’inchiesta vede coinvolti 15 indagati, tra cui l’ideatore della frode: un imprenditore marsicano formalmente residente in Svizzera, ma di fatto un “fantasma” per il fisco italiano.
Il blitz ha visto l’impiego di 50 finanzieri tra le province di L’Aquila, Pescara, Roma e Milano, con il supporto dello S.C.I.C.O. e delle unità cinofile “cash dog”.
L’attività ha portato a sequestri di altissimo valore,
a garanzia di un debito verso l’Erario di circa 10 milioni di euro. Un parco di auto di lusso con Ferrari “Roma”, Ferrari “Purosangue”, Porsche Macan e Audi RS6, per un valore di un milione di euro. Beni preziosi con Orologi di alta gamma tra cui diversi Rolex e 41 mila euro in contanti.
Posti sotto sequestro anche quattro automezzi con i misuratori verosimilmente alterati.
Le accuse spaziano dall’associazione per delinquere alla frode nelle pubbliche forniture, fino all’autoriciclaggio, confermando la massima allerta della Guardia di Finanza contro le speculazioni energetiche, come spiega il Col. Bartolomeo Scalabrino, Comandante provinciale di Pescara.
