Il sindacato chiede lo stop della prassi scorretta.
Infermieri utilizzati come corrieri aziendali,
è questa l’ultima contestata novità organizzativa segnalata all’interno della Asl 2 Abruzzo. La denuncia arriva dall’Usb Pubblico Impiego, Federazione Abruzzo e Molise, che ha inviato una formale e dettagliata segnalazione ai vertici dell’azienda sanitaria locale della provincia di Chieti, tra cui il direttore generale e quello sanitario, oltre che al responsabile della sicurezza e alla Rsu.
Al centro della protesta c’è la grave situazione determinata dalla carenza di personale presso la farmacia ospedaliera, una problematica strutturale, sottolinea ul sindacato, che sta causando continui e preoccupanti ritardi nella consegna di farmaci e kit diagnostici fondamentali per le attività quotidiane.
Secondo quanto riferito dal sindacato, di fronte alle sollecitazioni dei reparti, la dirigenza avrebbe risposto invitando il personale infermieristico e tecnico a recarsi personalmente
a ritirare e trasportare i materiali mancanti.
L’Usb ha espresso una ferma condanna verso queste disposizioni, giudicate una palese violazione delle norme contrattuali e professionali. Gli infermieri e i tecnici sanitari sono professionisti intellettuali con competenze ben definite dai decreti ministeriali e dai codici deontologici:
il trasporto di carichi e la logistica non rientrano affatto nelle loro mansioni.
Costringerli a questi compiti configura un demansionamento illegittimo in violazione del codice civile.
Sottrarre un professionista dal proprio reparto per inviarlo a fare da corriere logistico significa svuotare i turni di assistenza, aumentare i carichi di lavoro di chi resta e privare i pazienti della vigilanza, con un gravissimo aumento del rischio clinico.
Il sindacato chiede l’immediata cessazione di tali pratiche.
In caso contrario, l’Usb attiverà lo stato di agitazione e tutelerà i lavoratori nelle sedi legali e presso gli organi di vigilanza.
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