“Prestazioni ridotte ad una sola ora al giorno”.
La storia di Gioele, 16 anni, studente del Liceo Artistico di Lanciano sotto i riflettori del Tgmax.
Sorriso candido e una vita davanti, purtroppo costretto su una sedia a rotelle per una rara forma di distrofia muscolare. La famiglia, residente nel quartiere Santa Rita, rivendica i sacrosanti diritti all’assistenza rispettati solo parzialmente, dopo anni di richieste vane e il ricorso anche alle “carte bollate”.
La madre, Alessandra, contatta la nostra redazione per rendere la vicenda pubblica, vuotare il sacco, muovere le acque.
Gioele ha diritto all’ADI,
il servizio di assistenza domiciliare rivolto a persone non autosufficienti con interventi di carattere sanitario, erogate dalla ASL, integrate con interventi di natura sociosanitaria.
“Prestazioni ridotte ad una sola ora al giorno,
– dice Alessandra – assolutamente insufficienti per Gioele e per la nostra famiglia. Alle nostre richieste di incrementare l’assistenza, abbiamo assistito solo al rimpallo tra Comune ed Asl. Chiediamo rispetto, per Gioele e per tutti noi”.
Secondo la famiglia il ragazzo avrebbe diritto a 4 ore giornaliere di servizio assistenziale, erogato nei primi anni, in seguito progressivamente diminuito.
La Asl dovrà chiarire ogni aspetto della vicenda.
