Tensioni tra clan rivali, zona presidiata.
Pomeriggio di alta tensione oggi a Lanciano, nel popoloso quartiere Santa Rita, dove
la faida tra le storiche famiglie rom locali sembra non placarsi.
L’area compresa tra via de Riseis, piazza Aldo Moro e l’ecoparco gestito da Ecolan è stata teatro di un violento parapiglia, scoppiato intorno alle ore 16.
Secondo le prime ricostruzioni, un acceso diverbio ha visto contrapposti numerosi esponenti dei clan rom rivali, noti alle forze dell’ordine e alle cronache locali per spaccio di droga e altri reati.
Sebbene non sia ancora chiaro se si sia trattato di una rissa fisica con contatti diretti, l’agitazione collettiva è durata per circa due ore,
scatenando il panico tra i presenti.
Il caos ha colpito in particolare le famiglie che si trovavano nell’area giochi dell’ecoparco. Molti cittadini, allarmati da colpi secchi inizialmente scambiati per spari di arma da fuoco,
si sono gettati a terra per cercare riparo.
In realtà, pare che quei rumori sordi fossero causati da violenti colpi contro la carrozzeria di un’automobile, appartenente ad uno dei clan.
Dell’episodio è stato informato il sindaco Filippo Paolini, il quale conferma al Tgmax la gravità del clima percepito.
“Alcuni residenti mi hanno allertato,
sentivano alzare la voce e rumori ma senza capire che cosa stesse realmente accadendo”, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando lo stato di incertezza e timore vissuto dagli abitanti del quartiere.
Anche il consigliere comunale di minoranza, Leo Marongiu, è stato raggiunto dalle segnalazioni dei cittadini mentre rientrava a Lanciano da Guardiagrele.
“Sono stato avvisato da famiglie che in quel momento si trovavano nel parco giochi”,
ha riferito al Tgmax, arrivato sul posto nelle fasi conclusive dell’intervento delle forze di polizia. “Mi hanno detto che a un certo punto hanno sentito dei colpi e si sono spaventati tutti, alcuni si sono buttati a terra. Pare però che fossero dei colpi dati con delle manate su una macchina.
Poi urla dai balconi e di chi era in strada”.
L’episodio di oggi è solo l’ultimo di una lunga scia di eventi che negli ultimi mesi ha interessato il popoloso quartiere, alimentando pesanti interrogativi sulla sicurezza dei residenti.
Dalla rissa di sei mesi fa allo speronamento tra auto a febbraio scorso.
Arresti per droga, denunce per ricettazione di arma da fuoco, aggressione ai poliziotti durante una perquisizione domiciliare, il tutto avvenuto in pochi mesi,
con la situazione che sembra rimasta immutata.
“Il 25 aprile scorso, a Chieti, ho avuto una interlocuzione con il prefetto, in occasione della Festa di liberazione”, aggiunge il sindaco Paolini, “e nulla sembra essere cambiato”.
Malgrado l’intensificazione dei servizi di controllo sul territorio, i clan rivali continuano a sfidarsi apertamente,
agendo in totale spregio delle regole e della tranquillità pubblica.
I residenti del quartiere, da tempo ostaggio di queste dinamiche criminali, attendono risposte concrete e immediate alla loro legittima domanda di sicurezza.
Sul posto sono intervenuti in forze carabinieri e polizia, oltre a un’ambulanza del 118. Il quartiere rimane presidiato dalle forze dell’ordine anche questa sera, per evitare nuovi focolai di violenza.
Nel parapiglia generale, una donna è stata aggredita da un esponente della famiglia rom rivale.
Un pugno in volto e calci, dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale “Renzetti” 10 giorni di prognosi.
