L’uomo aveva rifiutato i soccorsi del Comune.
Potrebbe appartenere a un senzatetto romeno di 67 anni,
il cadavere scoperto martedì pomeriggio all’interno dell’ex caserma dei vigili del fuoco, in via Galvani a Lanciano. La vittima era una figura nota in città, spesso vista stazionare sotto i Portici comunali, e l’ipotesi che possa trattarsi proprio di lui è attualmente al centro degli accertamenti in corso da parte degli investigatori.
Il corpo, rinvenuto in un avanzato stato di decomposizione che lo ha reso quasi mummificato, si trovava in una stanza al primo piano dell’edificio di proprietà della Provincia di Chieti. La macabra scoperta è avvenuta nel pomeriggio di martedì 7 luglio, quando un passante, insospettito dal forte odore nauseabondo che proveniva dalla struttura ormai dismessa, ha deciso di dare l’allarme. Gli inquirenti ipotizzano che il decesso risalga a diverse settimane fa.
A tal proposito, il sindaco Filippo Paolini ha riferito di aver visto l’uomo fino a circa dieci giorni fa davanti al portone del suo studio da avvocato, sotto i Portici comunali, spiegando di aver pensato che avesse finalmente trovato una sistemazione per la notte, dopo aver declinato in passato, più volte, le diverse soluzioni abitative offerte dai servizi sociali del Comune.
Sul posto è intervenuto il personale della Polizia del Commissariato di Lanciano, che sta conducendo le indagini nel più stretto riserbo, in attesa dell’autopsia, che risulterà decisiva sia per confermare ufficialmente l’identità dell’uomo, sia
per chiarire le cause effettive del decesso.
Al momento, gli investigatori non escludono alcuna pista, mentre proseguono le attività per ricostruire con precisione i suoi ultimi giorni di vita. Fondamentali anche le testimonianze dei residenti del quartiere, che gli regalavano vestiti.
Qualcuno avrebbe riconosciuto l’abito che l’uomo indossava al momento del ritrovamento.
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