Diecimila residenti esasperati, un quartiere intero che dice basta alla violenza e alla prepotenza.
Dopo l’aggressione ai tre poliziotti della scorsa settimana nel quartiere Santa Rita, a rompere il silenzio è Mons. Nicola Giampietro, parroco dello “Spirito Santo”, che da otto anni vive in prima linea la difficile realtà del rione più popoloso di Lanciano.
I video, che rimbalzano di telefono in telefono in città, mostrano alcuni momenti dell’operazione antidroga nell’appartamento della coppia, lei I. D.R. e lui R.B. entrambi quarantenni, già nota alle forze dell’ordine.
I diciassette poliziotti intervenuti non hanno raccolto le provocazioni dell’intera famiglia e dei due coniugi,
che si sono “fatti scudo dei figli minorenni”, riferisce il sindacato Cosap di Polizia.
Fino a quando tre agenti sono stati aggrediti a calci, pugni, schiaffi e minacciati con un coltello da cucina, dovendo poi ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.
“Se ne devono andare”, dice senza mezzi termini il parroco.
Parole durissime, che arrivano dopo anni di tentativi di integrazione falliti e di una situazione degenerata oltre ogni limite.
Mons. Giampietro difende il suo quartiere: “Santa Rita è un quartiere sano, di gente che lavora, di giovani famiglie con bambini, che si sono trasferiti qui per vivere in un quartiere che ha scuole, palasport, strade alberate, e una parrocchia che organizza tante attività di volontariato, come il supporto pomeridiano allo studio”.
Il quartiere non può essere tenuto sotto scacco da alcuni delinquenti.
Il prelato racconta al Tgmax anche del campetto di calcio inaugurato cinque anni fa, accanto alla parrocchia:
“Ce lo hanno distrutto. E prima ancora chiedevano i soldi ai ragazzi del posto per farli giocare”,
il costo era di 20 euro per ogni ora.
Adesso non ci gioca più nessuno.
“Non ne possiamo più di scorribande con le auto a tutta velocità tra i nostri viali, di spaccio di droga, di soldi prestati a strozzo alle famiglie bisognose del quartiere, di soprusi, di minacce”, spiega il parroco, che da giovane sacerdote ha operato nella difficile realtà della Magliana a Roma.
La solidarietà ai tre agenti aggrediti – due di Lanciano e uno di Chieti – è totale. Ma c’è anche l’amarezza per i tentativi di inclusione naufragati.
“Abbiamo provato per anni ad includerli ma adesso non è più possibile”.
Nonostante problemi e minacce, il parroco non vuole lasciare. Ma lancia un appello chiaro: serve maggiore presenza delle forze dell’ordine e un posto fisso di polizia.
“La gente del quartiere deve poter venire liberamente e serenamente in chiesa”, conclude Mons. Giampietro.
