Esattamente 365 dopo l’avvio del cantiere, a Torre Marino il ponte nuovo non è stato ancora realizzato.
Non resta che affidarsi a Babbo Natale!
Sono esasperati i residenti di località Torre Marino, a Lanciano, che hanno “festeggiato” ironicamente il primo compleanno del cantiere del ponte cavalcavia “Sangritana”.
Che è ancora fermo, dopo l’incidente avvenuto il 22 settembre scorso, con il crollo di alcune arcate prefabbricate appena posate in opera ma non ancora stabilizzate alla base.
Sit-in e torta simbolica, con la figura di Babbo Natale al posto della candelina.
È l’amaro sfogo di chi ogni mattina, da 365 giorni, deve percorrere almeno 7 km in più per andare al lavoro o per recarsi a fare la spesa e altre commissioni.
Una quindicina di residenti, con l’ex consigliere comunale Eugenio D’Ovidio, ha rivolto un appello al sindaco di Lanciano, Filippo Paolini.
“Se c’è, batta un colpo, si faccia sentire!”.
C’è anche chi si prepara alla nuova stagione invernale, appellandosi all’Amministrazione comunale per un piano neve efficiente ed efficace.
In tanti chiedono la realizzazione temporanea di una breve bretella parallela al sito del cantiere, per raggiungere la Statale 84 e ovviare al lungo giro che attualmente sono costretti a fare in auto. I titolari dei terreni, vicino alla ferrovia (in disuso da anni) si dicono disponibili a collaborare.
“La strada si sarebbe dovuta fare prima del cantiere”, dice un residente al Tgmax.
Sarebbe dovuto essere un lavoro veloce, con elementi prefabbricati, da completare entro l’8 marzo scorso. Ma le cose sono andate diversamente.
E così, di rinvio in rinvio, la seconda data per l’ultimazione dei lavori era stata il 30 giugno, la terza il 30 agosto, fino ad arrivare all’incidente e quindi ad oggi.
“Non è giusto per i residenti di queste contrade”, dice ancora D’Ovidio.
“Qui conserviamo una cultura contadina, la parola data vale più di un contratto. Diteci la verità”.
Nell’attesa che l’Amministrazione comunale incontri i residenti, per spiegare i motivi dei ritardi e conoscere date e tempi certi sulla conclusione del cantiere,
l’unica speranza resta l’uomo dalla grande barba bianca e il vestito rosso.
“Questa non è una burla – conclude Bruno, alzando gli occhi al cielo – aspettiamo davvero che Babbo Natale ci faccia il regalo”.

