È lutto a Fara San Martino per la tragica perdita di Paolo Cocco, 41 anni, fotografo di professione e alpinista per passione.
Cocco è morto in Nepal, durante una spedizione internazionale di otto esperti.
Assieme all’amico abruzzese di scalate, la guida alpina Marco Di Marcello, 37enne, biologo originario di Teramo e trasferito in Canada, Cocco è stato travolto da una valanga sull’Himalaya, mentre tentavano di raggiungere la vetta del Dolma Khang.
I due, detentori di un Guinness World Record per la via ferrata più alta del mondo, ambivano a essere i primi italiani a conquistare quella cima.

L’Amministrazione comunale di Fara San Martino ha espresso il suo profondo cordoglio, parlando di
“un giorno triste per la comunità”.
Cocco, che in passato è stato vicesindaco di Fara, dal 2011 al 2016, viene ricordato come uno
“spirito libero a disposizione di tutti e sempre con il sorriso”.
Nonostante si fosse trasferito in Austria per la sua attività di designer, il legame con il paese era rimasto fortissimo, tanto che il Comune aveva patrocinato la sua ultima missione.
“Paolo ora è più vicino alle stelle, quelle che voleva avvicinare con le sue spedizioni da sognatore.
È ora di sederti e riposare, ti sei arrampicato fin lassù”,
sono le parole di commiato della comunità farese.

Sindaco Tavani: “Per me Paolo è un fratello minore”
“Per me Paolo è un fratello minore”, aveva detto commosso all’Adnkronos il sindaco di Fara San Martino, Antonio Tavani, il quale ha dato la notizia del decesso.
“Era partito il 24 ottobre e doveva rientrare il 20 novembre. Da quello che sappiamo era quasi sulla vetta quando è stata segnalata la valanga.
Da qualche anno lavorava in Austria come grafico, ma tornava spesso in paese. L’ho visto l’ultima volta il 10 ottobre, alla festa per i 100 anni della nonna. Mi ha seguito in tutto quello che ho fatto negli ultimi venti anni, ha lavorato per me, è stato in amministrazione comunale, stava lavorando al sito turistico del Comune, un ragazzo vivo, vitale, generoso, solidale, pronto. Un visionario e un artista, ma sempre con i piedi ben saldi a terra. Umile.
Raccoglieva sempre le sfide più affascinanti come questa ulteriore che stava vivendo, volevano essere i primi italiani o abruzzesi su quella vetta. Erano a 50 metri.
Noi crediamo ancora che possa avercela fatta”, ha raccontato Tavani.
Mentre il corpo di Cocco è stato identificato dalle autorità nepalesi, si accende una flebile speranza per Marco Di Marcello.
Nonostante le prime tragiche notizie, che davano per ritrovato esanime anche il corpo di Di Marcello, l’ultima rilevazione mostra il segnale del radiosatellitare aggiornato ogni 4 ore, con una posizione cambiata di 200 metri in quota.

